Live Consiglio comunale Giulianova dalla ore 17:00

 
Il Cittadino Governante
Governatore D’Alfonso, ora mantenga gli impegni presi ! PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Maggio 2017 17:06

Lettera-a-DiAlfonsoL’incontro di sabato pomeriggio con il Governatore D’Alfonso ha prodotto alcune novità interessanti che vanno colte e rese feconde se vogliamo tenere ancora aperta, per la provincia di Teramo, la prospettiva di due ospedali per acuti di primo livello di cui uno a Giulianova e l’altro a Teramo.

Il giorno prima in un convegno a Mosciano l’assessore Paolucci ed il manager della ASL di Teramo Fagnano avevano detto con chiarezza che l’ospedale unico per acuti si sarebbe fatto, che l’ospedale di S.Omero sarebbe rimasto aperto, mentre sarebbero stati riconvertiti a presidi per la lungodegenza e la riabilitazione gli ospedali di Atri e Giulianova.

Ma sabato pomeriggio, dopo il documentato e incisivo intervento di Franco Arboretti, consigliere comunale del Cittadino Governante, Il Direttore dell’Agenzia sanitaria regionale dr. Mascitelli ha dovuto riconoscere: “Sono d’accordo con Arboretti, l’ospedale unico è materialmente impossibile in provincia di Teramo”. Inoltre Il Governatore D’Alfonso con una significativa apertura ha concluso dicendo: “Il confronto avrà un seguito con i sindaci interessati” e ancora “Vogliamo un’operazione condivisa, passaggio dopo passaggio, creando un gruppo frontale di lavoro affinché la decisione più idonea non venga presa nella solitudine dei regionalisti e dei tecnici della ASL, voglio però che ogni posizione sia nutrita da documenti e da numeri”.

È stato cioè accolto quanto richiesto nella lettera aperta del Cittadino Governante consegnata durante il dibattito.

In questo tavolo di lavoro - se l’obiettivo è quello di riorganizzare razionalmente la rete ospedaliera provinciale affinché sia in grado di dare una risposta qualificata e sostenibile a tutti i 310.000 abitanti - la proposta e le argomentazioni  approvate dal Consiglio Comunale nel febbraio scorso hanno buone chances di essere prese in considerazione e di far mutare significativamente il disegno di riordino ospedaliero che stava andando avanti.

Apprezziamo l’azione del PD di Giulianova che ha consentito l’incontro e l’atteggiamento di apertura manifestato dal Governatore D’Alfonso. Ora confidiamo nel fatto che il confronto ed il tavolo di lavoro ci siano davvero e che la Regione e la ASL siano realmente sensibili alle razionali riflessioni che Giulianova proporrà alla loro attenzione per il miglioramento dell’assistenza sanitaria pubblica nell’intera provincia

 
La nuova rete ospedaliera provinciale va discussa con i rappresentanti istituzionali dei cittadini PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Aprile 2017 10:09

ospgiuSi sta per decidere l’assetto ospedaliero della provincia di Teramo per i prossimi 40-50 anni senza coinvolgere minimamente le istituzioni che rappresentano nei comuni i 310.000 abitanti della nostra provincia. Lo si sta facendo nel chiuso delle stanze dell’assessorato alla sanità regionale e della ASL di Teramo. Le notizie che trapelano non ci sembrano rassicuranti per i bisogni sanitari dell’intera popolazione e dicono che nel giro di pochi anni è prevista anche la chiusura dell’ospedale per acuti di Giulianova, da sempre il secondo ospedale del teramano dopo quello del capoluogo. Il Consiglio Comunale di Giulianova recentemente ha approvato una proposta di assetto della rete ospedaliera provinciale scevra da campanilismi e fondata su argomentazioni che il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, presente nella seduta, ha giudicato di indubbio valore. Sono passati due mesi e quella proposta sembra essere stata cestinata dalla Regione. Ora è annunciata la venuta del governatore D’Alfonso nella sede del PD e non sappiamo se poi incontrerà anche i consiglieri comunali come sarebbe auspicabile. Ma non è su questo che vogliamo appuntare la nostra attenzione. D’Alfonso ha preannunciato, smentendo l’assessore Paolucci ed il manager della ASL di Teramo Fagnano, che l’ospedale di Giulianova non chiuderà ma verrà rilanciato. Non sappiamo se ci troviamo di fronte all’ennesimo pronunciamento demagogico. Ma se il Governatore vuole fugare ogni dubbio deve impegnarsi affinché si crei un tavolo di lavoro dove le intenzioni della Regione e della ASL vengano illustrate da Paolucci e Fagnano ai rappresentanti istituzionali dei 150.000 abitanti che popolano la costa teramana e l’immediato entroterra. Per fare ciò più che una seduta del consiglio comunale dove si fanno promesse che spesso rimangono lettera morta - come è accaduto in passato con il Governatore Chiodi e con l’Assessore Venturoni  - sarebbe più utile che il confronto avvenisse nella Commissione Sanità del Comune di Giulianova integrata dalla presenza di tutti i Sindaci dei Comuni interessati. In quella sede ognuno potrà argomentare compiutamente il proprio pensiero e ascoltare le ragioni dell’altro: chi governa la sanità potrà far conoscere nel dettaglio qual è il disegno che ha  in mente per la sanità ospedaliera teramana nell’ambito di quella regionale; i rappresentanti degli Enti Locali potranno, eventualmente, obiettare, controproporre e magari convincere che è necessario fare scelte diverse. Su decisioni strategiche di tale portata passaggi democratici e dialettici di questo tipo dovrebbero essere assolutamente previsti. Non stiamo chiedendo nulla di straordinario. Auspichiamo quindi che in tempi brevissimi questo confronto possa avere luogo.

 
Palazzine Marozzi: In questa città è ancora possibile impegnarsi per difendere i beni comuni? PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Aprile 2017 06:09

ML 03

È sconcertante quello che accade a Giulianova. Sono anni che un proprietario di terreni - unico fortunato ad avere questa possibilità fra i tantissimi che presentano pratiche edilizie - campeggia sulle pagine locali e sulle locandine con titoli a sei colonne e con articoli condiscendenti dove gli si consente di tratteggiare se stesso come una persona che vorrebbe il bene della città ma è vittima di un politico malvagio che lo perseguita.

È veramente preoccupante se nella vita pubblica cittadina si concede tanto spazio mediatico a chi, in spregio del paesaggio e della sicurezza idrogeologica, si adopera per ricavare maggiore profitto dai propri beni fondiari propalando bugie e mistificazioni e diffamando sistematicamente un consigliere comunale di opposizione ed un’associazione come Il Cittadino Governante che da anni invece difendono gli interessi generali, le bellezze paesaggistiche, l’ambiente, i beni culturali, le piazze ed i parchi.

Il giornalismo talvolta conduce, meritoriamente, battaglie civili e sociali, e in questa vicenda sarebbe naturale trovarlo collocato dalla parte della tutela del paesaggio e della sicurezza idrogeologica, riportando correttamente i termini della questione e pronunciandosi a favore di questo obiettivo. Ma non è questo ciò che sta accadendo.

Non contribuisce certo a far crescere la coscienza civica l’omissione pervicace di una corretta ricostruzione dei fatti che ai cronisti da anni dovrebbe essere ben chiara.

Le battaglie per difendere dalla cementificazione piazza Dalla Chiesa e l’area ex Migliori Longari (dove l’associazione ha avuto ragione ed il dirigente urbanistico del Comune ed i proprietari sono stati condannati a sei mesi di reclusione più sanzione di 20.000 euro), parco Franchi e i Giardini Matteotti, per un corretto restauro di piazza Buozzi, per la tutela del Kursaal, per il ripristino del parco sul “cannocchiale verde” tra lungomare Spalato e via Trieste, per la salvaguardia del Pioppeto, per evitare il campo di calcetto e l’impattante sede con piscina per sub sull’arenile sono solo alcune delle innumerevoli attività che sostanziano il coerente impegno del Cittadino Governante e del suo rappresentate in consiglio comunale  Franco Arboretti  a favore dei beni comuni giuliesi.

Ora se a fronte di tutto ciò, che non a caso ha portato ad essere Il Cittadino Governante la seconda forza consiliare per consenso elettorale, gli interessati detrattori dell’associazione possono avere buon gioco nel racconto dei fatti cittadini, ciò che si mina è la possibilità di  impegno civile e di cittadinanza attiva, e quando questo accade in una comunità il futuro per essa non è mai roseo. Speriamo che chi deve riflettere su ciò, lo faccia e lo faccia presto.

Quanto a Marozzi, se vuole essere credibile come difensore del paesaggio e dell’ambiente, una palazzina la costruisca allineata con il caseggiato esistente in via Pirandello e l’altra nella E2 turistica, sapendo comunque che il compianto Tiberio Orsini fece molto meglio  quando donò gratuitamente al Comune i Giardini Matteotti a condizione che non venissero edificati.

 
La verità sulle sette palazzine Marozzi PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Aprile 2017 05:49
area-marozziNella conferenza stampa tenuta dal Sig. Marozzi per annunciare la costruzione di due palazzine ad ovest di piazza Dalla Chiesa sono state dette molte falsità, anche con passaggi diffamatori verso il consigliere comunale Franco Arboretti. Occorre quindi per amor di verità precisare (carte alla mano) e chiedere quanto segue:
 
·   La Giunta Arboretti nel ’94 diede parere negativo all’edificazione ai piedi della collina ad ovest di piazza Dalla Chiesa.
·   L’edificabilità fu voluta dal Consiglio Comunale trasversalmente (maggioranza e opposizione).
·    La proprietà all’epoca era della famiglia Ferrajoli-Costantini e non di Marozzi che l’ha acquistata molti anni dopo.
·  L’amministrazione del ‘94  limitò i danni al paesaggio: fu concessa, infatti, l’edificabilità solo su una  piccolissima porzione (1680 mq.) dei 12.340 mq. dell’area.
·    Furono previsti due edifici di 10,50 m. di altezza (e non 14 come è possibile ora grazie alla variante specifica al PRG fatta nel 2006)  da collocare dietro alle case ed agli alberi esistenti e solo a condizione che si cedesse gratuitamente alla collettività l’85% (10.620 mq.) dei 12.340 mq dell’area per destinarlo a verde pubblico.
·    Ci devono poi spiegare Marozzi e tutti coloro che lo sostengono come è possibile affermare che la proposta attuale di sette palazzine (cinque con altezza di m. 8,50 più 3 m. per il sottotetto e due con altezza di m. 6,50 più 3 m. per il sottotetto) su un’area edificabile raddoppiata sia meno impattante di due palazzine alte m. 10,50 (questo è quello che fu autorizzato dal consiglio comunale nel 1994). Non a caso l’attuale proposta di Marozzi va in variante non solo al PRG, ma anche al Piano Regionale Paesistico ed al Piano Territoriale Provinciale che non consentono ciò che lui vorrebbe realizzare.
·  Marozzi sapeva perfettamente cosa acquistava nel 2001, cosa era consentito realizzare su quella delicata area e quali erano gli obblighi di cessione al pubblico: per quale motivo poi ha sempre chiesto alle amministrazioni di aumentare l’entità degli interventi edificatori? E perché, se tiene tanto al rispetto del paesaggio, non accetta le proposte di permuta da noi avanzate nel 2015 per spostare in un’altra area di proprietà pubblica i volumi realizzabili?
·  Come fa a dire che può costruire, addirittura, a metà collina (tra Salita Montegrappa e Strada delle Fontanelle), quando un simile progetto non può essere nemmeno preso in considerazione da qualsiasi amministrazione pubblica dotata di buon senso e rispettosa delle leggi che regolano l’uso e la sicurezza idrogeologica del territorio?
·   Sappiano, infine, Marozzi, l’amministrazione comunale e il dirigente dell’Ufficio Urbanistico che, in ogni caso, il progetto annunciato per ottenere il permesso di costruire dovrà prima osservare le norme relative alle distanze tra gli edifici che sono di 10 metri e non di 6, e rispettare l’entità e i tempi dell’area da cedere al Comune previsti nel 1994. Per il momento le carte dicono che non è così!
 
Il consigliere Arboretti ed Il Cittadino Governante hanno sempre difeso, in quell’area come altrove, il paesaggio, il verde urbano e l’ambiente ed hanno avanzato per quel sito varie proposte nel corso degli anni per trovare una soluzione alternativa a ciò che altri hanno voluto e altri ancora hanno addirittura peggiorato nel tempo elevando le altezze previste (si veda l’allegato ordine del giorno presentato in consiglio comunale nel 2015). D’altronde se si hanno a cuore gli interessi generali e la vivibilità, e non quelli della speculazione edilizia, e se si vuole prestare attenzione all’accresciuta sensibilità dei cittadini per i temi del paesaggio e dell’ambiente questa è l’unica urbanistica possibile, specialmente in una località che vive di turismo.
 
Auspichiamo per il bene della città che, seppur in extremis, lo capiscano tutti: il sig. Marozzi, l’Amministrazione Comunale e tutti i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione.
 
 
 
Respinta dalla maggioranza e dal M5s la proposta del Cittadino Governante di realizzare un nuovo polo scolastico nell’ex tribunale PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Marzo 2017 21:09
Ex-Tribunale-GiulianovaÈ giunta finalmente in Consiglio comunale la proposta presentata dal Cittadino Governante riguardante la riconversione dell’ex-tribunale di Giulianova in nuovo polo scolastico, già prevista nel programma per la città della nostra Associazione alle elezioni del 2014.
Tale indicazione era stata raccolta anche da altri esponenti consiliari di opposizione e, soprattutto, recentemente molto apprezzata e sostenuta da tantissimi genitori i cui figli frequentano le scuole “De Amicis”, “Pagliaccetti” e di Bivio Bellocchio.
L’ordine del giorno è stato illustrato dal capogruppo del Cittadino Governante Franco Arborettiè stata evidenziata la peculiarità baricentrica della struttura, l’amena collocazione in un ampio spazio verde grazie al contiguo parco, la presenza di un ampio parcheggio e di un impianto viario ottimale.
La maggioranza, seppur con qualche timida apertura di facciata, in particolare, del neo costituito gruppo consiliare di Articolo 1 MDP, ha respinto la proposta, chiudendo le porte ad un progetto realistico ed innovativo.
La motivazione della bocciatura è stata ricondotta all’intenzione di far sorgere in quello stabile una cittadella dei servizi (sede dell’Inps, in comodato gratuito, Informagiovani e dell’altro non meglio precisato) perché prevista nel programma elettorale del sindaco. Obiettiamo anzitutto che nel programma della maggioranza è scritto che nell’ex-Palazzo di Giustizia è prevista una “cittadella delle associazioni e della gioventù, e non “le cittadelle dei servizi e della cultura” che sarebbero dovute sorgere nel centro storico. Riteniamo, poi, che la sede per l’INPS possa essere trovata facilmente altrove. Ma soprattutto non capiamo come mai per l’ubicazione della Caserma dei Carabinieri, da Piazza Dalla Chiesa all’Annunziata, sia stato ragionevole cambiare idea, grazie alla nostra azione propositiva e costruttiva, mentre per una emergenza ed un bisogno altrettanto sentito ed ancor più delicato come quello scolastico, ciò non possa avvenire.
Abbiamo un esempio di conversione di una simile struttura a San Benedetto del Tronto: in meno di un anno una nuova scuola è nata proprio dalla ristrutturazione dell’edificio che ospitava la sezione distaccata del Tribunale, operazione che ovviamente ha comportato la messa in sicurezza sismica, l’adeguamento degli impianti, la riorganizzazione degli spazi interni per uso scolastico e tutte le opere necessarie a mettere a norma l’edificio.
La scelta da noi suggerita potrebbe rappresentare un primo passo verso un piano complessivo dell’edilizia scolastica che va nella direzione della sicurezza, della bellezza e della funzionalità, un primo passo non utopico, ma realistico e realizzabile in breve tempo. Sarebbero utilizzati sicuramente meglio i quasi 2 milioni che occorreranno per ristrutturare la Pagliaccetti (che comunque è collegata strutturalmente all’IPIAS su cui non si interverrà!). Ci sarebbe il plauso dell’utenza scolastica (alunni e genitori) ed immaginiamo anche del personale scolastico nel suo complesso (dirigenze, insegnanti, componente tecnico-amministrativa).
Ma non si è voluto. La nostra proposta ha ricevuto l’appoggio solo della consigliera Ciafardoni ed è stata respinta dalla maggioranza compatta e dal M5S, mentre erano assenti i consiglieri Retko e Di Giulio; assente al momento della votazione Antelli che tuttavia si era dichiarato favorevole.

 

 
Bocciato il polo scolastico nell'ex Tribunale PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Marzo 2017 13:26

Respinto ieri sera in consiglio comunale l'ordine del giorno presentato dal capogruppo del Cittadino Governante Franco Arboretti, per la realizzazione di un polo scolastico nella sede dell'ex Tribumale. con il voto contrario della maggioranza di Mastromauro e della consigliera Trifoni del Movimento 5 stelle.

 
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