Il Cittadino Governante
L’imposta di soggiorno si può prevedere solo nelle città ben tenute e preservate nelle loro bellezze naturali ed artistiche PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Ottobre 2016 19:07

 

Giulianova ha potenzialmente le carte in regola per essere inclusa stabilmente fra le principali località consigliate del turismo balneare italiano.
Il suo meraviglioso sito che la pone amenamente tra mare, colline e fiumi; la sua  importante storia; il suo Centro Storico; i suoi Beni Culturali; la sua qualità urbanistica, grazie all’accorta gestione pubblica del territorio nel momento di  maggiore crescita; la promozione di un’economia diversificata; la tradizione di eventi culturali di livello; le sue attrezzature ed i suoi servizi; la sua ricettività turistica; la sua gastronomia.
Sono queste qualità di cui essere orgogliosi ma che da circa vent’anni invece di essere oggetto di certosina opera di rinverdimento e di innovazione attenta al rispetto  delle peculiarità cittadine, sono sistematicamente offese e mortificate da azioni amministrative presentate addirittura sotto il segno dello sviluppo e della modernità.
Le guide turistiche delle località balneari, e di conseguenza i turisti, prendono in considerazione e valutano il mare, l’arenile, il paesaggio, il verde urbano, le isole pedonali, le piste ciclabili, i servizi, le attività culturali, la ricettività, la pulizia, la presenza o meno della bandiera blu e delle vele di Legambiente, l’inserimento o meno all’interno di parchi o riserve naturali.
 
Si rifletta ora su ciò che accade da circa vent’anni a Giulianova:
 
·        Pulizia e manutenzione non ottimali con scarso decoro urbano.
·        Fiumi sempre più inquinati, depuratori funzionanti ad intermittenza o insufficienti e di conseguenza mare sempre meno pulito,anche quando gli aspetti batteriologici sono nella norma.
·        Allagamenti frequenti per problemi strutturali, scarsa manutenzione ed inefficiente organizzazione nelle emergenze causate dal maltempo.
·        Costruzioni a destinazione  non balneare sull’arenile fortemente impattanti sul piano paesaggistico, come  il campo di calcetto privato e i manufatti per società sportive (di cui uno in costruzione in questo momento), a ridosso del molo sud, accanto a due  canali a mare!
·        Barriere sui panorami marini visibili dai lungomari e dai moli.
·        Spiagge libere insufficienti e non curate.
·        Parchi offesi, abbandonati e addirittura mutilati da costruzioni commerciali improprie (come parco Franchi e parco Matteotti) e non più presenti tra gli obiettivi fondamentali dello sviluppo cittadino (come il parco sul cannocchiale verde o quello previsto nel Pioppeto).
·        Verde urbano, venduto o selvaggiamente aggredito: sul lungomare nord 250 alberi di 30 anni sono stati tagliati e 2 km. di doppia siepe di pitosforo è stata estirpata; alla foce del Tordino il bosco fluviale è stato totalmente sradicato; si usano i diserbanti chimici per il controllo delle erbacce e si pota traumaticamente anche fuori stagione.
·        Piazze deturpate (come Piazza Buozzi), mal tenute (come piazza della Libertà e piazza Martiri), mal fatte (come piazza del Mare) o  che hanno rischiato di essere addirittura vendute e versano nell’abbandono più totale (come piazza Dalla Chiesa).
·        Isole pedonali  pressoché  inesistenti.
·        Piste ciclabili centrali poco funzionali e pericolose, e inesistenti nelle altre vie cittadine.
·        Mobilità caratterizzata da crescente caos nel traffico urbano.
·        Variante al PRG con notevole consumo di territorio e inesistenti scelte volte al recupero dell’esistente al fine di aumentare la qualità urbana.
·        Tendenza alla compromissione della famosa collina giuliese.
·        Scarsa attenzione alla tutela delle peculiarità del paesaggio giuliese ed a molti suoi scorci  panoramici.
·        Fuoruscita dalla riserva naturale del Borsacchio. 
·        Progressivo scadimento delle iniziative culturali: dalla tradizione giuliese di originali progetti quali Agorà, RockRoads, Buskers, Jazz & Black Music Mondi Sonori (che avevano sprovincializzato Giulianova facendola conoscere a livello nazionale) siamo progressivamente scivolati, a parte qualche rara eccezione, nell’intrattenimento e poco più.
·        Mortificazione di molti Beni Culturali: la Pinacoteca è ancora chiusa, la Biblioteca è a mezzo servizio, il lascito Cerulli, mai completato, rischia di essere perduto, la rinascimentale piazza Buozzi maltrattata dalla pavimentazione e da come viene tenuta.
·        Carenza di strutture per lo spettacolo dal vivo: teatro, arena estiva, palazzetto, auditorium.
 
Si potrebbe, purtroppo, continuare, ma crediamo di aver reso l’idea della china su cui è avviata da tempo la nostra bella città e di  quanto sia urgente una radicale svolta nella gestione della cosa pubblica giuliese al fine di valorizzarne pienamente le sue grandi potenzialità a beneficio di cittadini e turisti.
I turisti cercano luoghi ameni, la bellezza, l’armonia, la tranquillità, la verve culturale e le occasioni di frizzante socialità accanto alla qualità dei servizi.
Sembrerebbe ragionevole caratterizzare così la nostra città, per darle una seria prospettiva nell’economia turistica; se si tiene conto poi della forte concorrenza esistente nell’offerta nazionale ed estera appare addirittura d’obbligo farlo.
Avremmo più turisti, più lavoro e noi giuliesi saremmo più contenti, orgogliosi di vivere in un luogo di livello e quindi di riferimento.
E a quel punto avrebbe senso chiedere ai turisti di pagare l’imposta di soggiorno senza timori di contraccolpi negativi.
 
A vantaggio di chi vanno i 250.000 euro del debito fuori bilancio dell’ambito sociale? PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Ottobre 2016 12:16
L’amministrazione comunale e la maggioranza hanno deciso qualche giorno fa in consiglio comunale di pagare il corposo debito fuori bilancio di 250 mila euro, riguardante gli anni 2011 e 2012, di cui il Consorzio Ambito Sociale Tordino ha chiesto il pagamento solo a novembre 2015, ben 4 anni dopo!
Eppure all’epoca e nei successivi quattro anni nulla si era saputo dell’esistenza di questo debito.  Nessuno, né la direttrice, né il CdA, né l’assemblea dei sindaci, né i revisori dei conti, né il dirigente finanziario del Comune hanno mai messo a conoscenza il consiglio comunale, nelle innumerevoli sedute dedicate al Bilancio, dell’esistenza di un simile debito per quattro lunghi anni.
Tutto ciò è quantomeno singolare.
Il gruppo consiliare del Cittadino Governante chiese 10 mesi fa che quel debito - inserito subdolamente nelle pieghe del Bilancio comunale in occasione dell’assestamento - prima di pagarlo, fosse riconosciuto in consiglio comunale, come prevede la legge, con una delibera apposita a cui andava allegata tutta la documentazione che ne attestasse la reale esistenza.
La nostra richiesta destò un imbarazzo generale (maggioranza compresa). Ci sono voluti ben 8 mesi per avere gli atti accompagnati da una relazione del dirigente di settore e quando sono arrivati, oltre che l’opposizione, non ha convinto nemmeno tutti gli esponenti della maggioranza, tanto che il punto fu rinviato per avere ulteriori delucidazioni.
Nel frattempo è stata rimessa una relazione sostanzialmente identica alla precedente, ma questa volta la maggioranza ha deciso di votare favorevolmente trincerandosi dietro al fatto che la legittimità è stata certificata dall’organo di revisione dei conti, dal dirigente tecnico e da quello finanziario e che, comunque, il debito  era stato certamente contratto per lo svolgimento di servizi sociali essenziali per cui pagarlo significa  essere amministratori pubblici.
Noi del Cittadino Governante riteniamo che i soldi pubblici vadano utilizzati onestamente, correttamente e congruamente e quando tutto ciò non emerge in modo chiaro ed inequivocabile, essere bravi amministratori significa svolgere fino in fondo il compito di controllo sugli atti presentati e sottoscritti dagli organi tecnici ed amministrativi. Ciò non è stato fatto, eppure sono tanti i motivi e le anomalie che lo avrebbero consigliato:
1)  Come è possibile che il consiglio di amministrazione dell’Ambito sociale abbia potuto per ben due anni consecutivi ignorare l’entità dello stanziamento del Comune di Giulianova e, pur essendo un ente subordinato, inserire nel proprio bilancio di previsione molto più di quanto stanziato dal Comune?
 
2)  E, ammesso che realmente siano state spese queste maggiori somme -  della qual cosa dubitiamo ormai fortemente – come ha potuto, reiteratamente, una società partecipata dipendente dal Comune spendere risorse che non poteva avere in bilancio in quanto nessuno l’aveva autorizzata a inserirle?
 
3)  E come ha potuto farlo senza che nessuno di tutti coloro che dovevano controllare a vario titolo (sindaco, assessore ai servizi sociali, revisori dei conti dell’Ambito sociale e del Comune, dirigente finanziario comunale ) per ben quattro anni se ne sia accorto?
 
4)  Come è possibile che a dimostrazione del debito da pagare ci siano state consegnate, tra gli atti, fatture per le quali sono state fatte da parte della Direttrice dell’Ambito determine di pagamento con impegno di spesa a carico dei capitoli specifici e con ordine di pagamento a carico alla tesoreria? I debiti fuori bilancio non si possono pagare per il semplice motivo che nei capitoli relativi non ci sono i soldi per poterlo fare; altrimenti che debito fuori bilancio è? Lo ha riconosciuto nel dibattito consiliare persino l’assessore al bilancio Giovanardi.
 
5)  Conseguentemente è legittimo porsi alcune domande: quelle fatture hanno a che fare con prestazioni effettuate e regolarmente pagate con i soldi che erano disponibili in bilancio? Se sì, perché ci sono state date a dimostrazione del debito fuori bilancio? Se no, si è trattato, forse, di un espediente spregiudicato (ma anche maldestro) per tentare di confondere i consiglieri che dovevano controllare?
 
6)  E, comunque, dove sono le richieste di pagamento da parte dei creditori dell’Ente d’Ambito per beni e servizi erogati e non pagati?
Leggendo la documentazione che ci è stata consegnata emerge anche altro nella decennale attività del Consorzio che a questo punto va attentamente rivoltata come un calzino visto che è arrivato a spendere fino a 3 milioni e mezzo di euro in un anno.
In particolare chiediamo maggiore trasparenza su:
•    Congruità delle somme pagate per taluni servizi.
•    Presenza di numerose associazioni note per fare volontariato in città e che invece hanno riscosso somme cospicue.
 
E domandiamo anche:
•   Quali modalità sono state usate per affidare i servizi a professionisti, cooperative e associazioni?
 
•   I criteri utilizzati per conferire affidamenti e incarichi rispondono ai principi di trasparenza e imparzialità amministrativa?
Le carte finora esibite non chiariscono il quadro amministrativo e contabile del Consorzio Ambito Sociale Tordino ma rafforzano i dubbi, perciò chiediamo che ci siano date tutte le fatture del 2011 e del 2012 inerenti le attività svolte. Questo perché fa parte certamente dei nostri compiti controllare che l’amministrazione pubblica abbia operato, utilizzando denaro pubblico, con sobrietà, correttezza e trasparenza, ancor più in un settore delicato qual è il sociale.
Purtroppo sappiamo che l’Italia non è estranea alla triste pratica di mettere in piedi metodi clientelari per organizzare il consenso elettorale: qui a Giulianova come siamo messi?
 
Dopo il primo giorno di scuola: è urgente creare un polo scolastico nell’ex tribunale PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Settembre 2016 08:26

De-Amicis 1La situazione degli edifici scolastici giuliesi, in primis l'edificio che ospita la scuola primaria De Amicis e la scuola dell'infanzia di Bivio Bellocchio, al di là della sicurezza sismica degli edifici (sulla quale andrebbe, comunque, fatta chiarezza una volta per tutte), è stata platealmente messa in luce il primo giorno di scuola quando, a causa della disponibilità di un solo ingresso, nella scuola del Paese, centinaia di genitori e alunni si sono ammassati in piazza della Libertà per poi entrare, a fatica, nell'edificio.
Strutture obsolete, prive dei più elementari elementi di sicurezza (scale inadeguate, spazi non più idonei alle moderne esigenze didattiche, palestre non adatte alla funzione, finiture cadenti), e addirittura, come nel caso di Bivio Bellocchio, con barriere architettoniche (manca l'ascensore che collega i due piani).
Eppure la soluzione sarebbe a portata di mano, con un edificio di recente costruzione, subito disponibile, qual è l'ex Tribunale di Giulianova.

Certo andrebbero fatte tutte le verifiche sull'adeguatezza sismica della struttura, ma la stessa, in calcestruzzo armato, potrebbe essere in breve tempo riconvertita, magari utilizzando materiali leggeri, quali tramezzi e tamponature in cartongesso con accorgimenti antisismici.
Tra l'altro l'edificio si trova in un contesto ideale.  Ha un ampio spazio verde adiacente, il  triste parco  degli Amicis, che potrebbe essere ravvivato da una più ricca vegetazione  e dalla creazione di un orto scolastico. Intorno ci sono ampi parcheggi ed una viabilità che permetterebbero sia la tranquilla sosta dei pulmini che la chiusura temporanea  al traffico all'entrata e all'uscita della scuola.
L'ex tribunale, inoltre, si trova in posizione centrale, e si potrebbe raggiungere anche con sistemi di Pedibus, favorendo così la mobilità sostenibile dei bambini ed eliminando alcune corse di scuolabus.
Cosa aspetta, quindi, l'amministrazione, a muoversi in tal senso?
Scuole  sicure, belle e funzionali sono preziose per i nostri figli.

I soldi il bravo amministratore sa dove trovarli, basta avere la volontà di fare bene.

 

 
Ma in questa città si deve sopportare proprio tutto? PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Agosto 2016 08:03

 

 Parco Franchi 1 Parco Franchi 2   Parco Franchi 3  
Ecco come hanno ridotto il parco storico del lido costato 4 milioni e 200.000 euro ai cittadini !
Foto dello sfregio a  Parco Franchi: la colata di cemento armato sul prato riservato al gioco dei bambini su cui poi è stato costruito il chiosco-ristorante autorizzato dall’amministrazione all’interno del parco, in prima fila sul lungomare!
 
Parco Matteotti 1 Parco Matteotti 2 Parco Matteotti 3  

La colata di cemento armato su cui è stata autorizzata la costruzione del chiosco-ristorante che di fatto ormai ha privatizzato parco Matteotti oltre ad aver sfregiato per sempre l’identitario scorcio di paesaggio verde donato al comune da Tiberio Orsini

Il nostro lungomare riconosciuto di notevole interesse pubblico dal Decreto Ministeriale del 1964 sta subendo una nuova grave offesa.
Parco Franchi, il più famoso della città, che da decenni sul lungomare contribuisce a rendere bella paesaggisticamente Giulianova, invece di veder accrescere il verde ospiterà nella sua prima fascia un’impattante barriera visiva.
Su una colata di cemento armato è stato edificato un enorme chiosco-ristorante con un ingombro complessivo di circa 100 mq. ed un’altezza di 4 metri. Si intuisce, naturalmente, che le ripercussioni negative sulla piena fruibilità del parco si sentiranno ben oltre l’area interessata.
Dopo lo sfregio al parco di via Matteotti, dove con un altro chiosco-ristorante si è decretata la fine della bella quinta verde annunciante il centro  storico, ecco il maltrattamento di parco Franchi, già da tempo abbandonato al suo destino di landa desolata, dove la fa da padrona la terra indurita a scapito della vegetazione.
 
Può un Comune far pagare ai cittadini oltre quattro milioni di euro per acquisire un parco pubblico nel cuore del Lido per poi tenerlo in condizioni indecorose e infine decidere addirittura di farlo utilizzare per finalità improprie, di fatto privatizzandolo nella sua porzione più importante?
 
Un parco offre alla cittadinanza troppe cose utili e belle per non preoccuparsene. Un parco migliora il paesaggio urbano, anzi è esso stesso paesaggio di pregio, combatte l’inquinamento, ha una grande funzione sociale per il tempo libero di tutti, in particolare dei bambini e degli anziani, e quindi per il gioco, per lo sport, per l’incontro, per il riposo, per la lettura.
Un parco aiuta “naturalmente” il turismo e tutta l’economia, perché rende più bella, vivibile e attraente la città.
 
Il sindaco e gli amministratori di Giulianova, che da anni mal governano, con le loro scelte infelici stanno sempre più decretando la decadenza della Città a volte, come in questo caso, anche forzando le norme.
 
Cari Cittadini, non è forse giunto il momento di manifestare tutta la nostra indignazione?

 

 

 
Parco Franchi: scomode verità da nascondere PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Luglio 2016 12:06
Parco Franchi scaviQualche giorno fa lo staff del sindaco ha diramato un comunicato annunciando la chiusura per il giorno 25 luglio di parco Franchi al fine di poterlo ripulire e riparare i giochi rotti da vandali. Si è scoperto invece che durante la chiusura dell’intero parco sono stati fatti gli scavi necessari per gli allacci alle reti pubbliche dei servizi del costruendo chiosco-ristorante.
L’accaduto è stato da noi denunciato durante la seduta del consiglio comunale. Nel dibattito il sindaco, l’assessore Guerrucci e la consigliera Vasanella hanno continuato a difendere la falsa informazione diffusa. Ma si sono dovuti arrendere di fronte alle foto degli scavi che gli sono state mostrate.
Al di là del fatto che eventuali lavori di manutenzione – specialmente in una località turistica – andrebbero fatti per tempo e non in piena estate, va stigmatizzato il maldestro tentativo di fuorviare i mezzi di informazione e l’opinione pubblica.
Certo sarebbe stato imbarazzante far vedere ai frequentatori del parco lo sventramento del terreno per favorire un insediamento commerciale privato nel prato dove in precedenza giocavano i bambini.
Ma c’era un solo modo per evitarlo: quel chiosco-ristorante non andava realizzato nel parco storico del lido costato, tra l’altro, ai cittadini 4milioni e 200mila euro.
 
Senza vergogna: si sono venduti il pioppeto e julia servizi per pagare i debiti e lo sperpero che hanno fatto in 7 anni, e parlano ancora! PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Giugno 2016 10:37
spreco denaro pubblicoRiteniamo che tutti i cittadini abbiano diritto a conoscere in modo trasparente i fatti amministrativi che li riguardano. Il Bilancio comunale è senz’altro uno di questi. Certo non c’è da sperare che l’amministrazione Mastromauro realizzi pratiche democratiche quali il Bilancio Partecipato, però almeno occorre far circolare nel dibattito pubblico informazioni veritiere.
Il Cittadino Governante, quindi, non può che confermare quanto ha affermato sui bilanci 2015-2016. Quel comunicato (clicca qui e leggi il comunicato)  non è che una fotografia della realtà contabile del Comune. Essa comporta una diagnosi con prognosi riservata e, visto che si tratta del destino della nostra città, non ci procura  nessun compiacimento.
Per questo, e in ragione di quel diritto alla conoscenza a cui sopra abbiamo accennato, è necessario rispondere al comunicato del consigliere Di Teodoro.
Quanto alle affermazioni del Di Teodoro per cui ci saranno: importanti opere pubbliche, diminuzione delle spese correnti, secondo un trend già in atto da diversi anniun incremento delle entrate attraverso un’azione di recupero dell’evasione ed elusione fiscale senza intaccare ulteriormente le tasche dei cittadini , tariffe invariate ,  incremento del fondo per il socialepossiamo tranquillamente dire, purtroppo, che ci penserà il consuntivo del 2016 a smentirne con i fatti, come ormai accade da anni ad ogni bilancio consuntivo, i contenuti propagandistici.
Non possiamo, però, non tornare sugli aspetti più gravi sperando che, finalmente,  un’ondata di sdegno si sollevi nell’opinione pubblica informata:
Il Bilancio Consuntivo 2015 senza l’iniezione di liquidità pari a 3 milioni 353 mila euro assicurata dal mutuo contratto con un espediente sarebbe stato da pre-dissesto perché avrebbe avuto in profondo rosso sia la gestione di competenza, sia il risultato di amministrazione, sia la cassa. E quel mutuo, un’amministrazione seria e responsabile non si sarebbe trovata nella condizione di chiederlo perché le risorse per il pagamento dell’esproprio del parco Franchi esistevano già da anni, accantonate in  poste vincolate, grazie alla vendita del “Pioppeto”.  L’espediente usato è stato questo: consumare i circa 3,5 milioni delle risorse vincolate per il pagamento dell’esproprio del parco Franchi, per poi - svuotati quei capitoli, e con la scusa di dover pagare i proprietari dell’area del parco - chiedere un mutuo da introitare entro la fine del 2015 nelle casse comunali. Siccome non si può chiedere un mutuo per garantire gli equilibri di bilancio sono state create ad arte le condizioni per chiederlo per il pagamento del parco Franchi. E quel  “trucchetto” è servito a far entrare nelle casse comunali i milioni che hanno salvato il bilancio nel 2015: ma questo assomiglia tanto ad un falso in bilancio, per questo sulla vicenda interpelleremo la Corte dei Conti.
 
Gli equilibri nel Bilancio di Previsione 2016 sono garantiti  dai 5 milioni 387 mila euro derivati della vendita della Julia Servizi. Per la precisione: 3 milioni  961 mila euro servono per coprire il consistente disavanzo creatosi lo scorso anno col riaccertamento dei residui (i debiti del Comune sono risultati superiori ai crediti di oltre 4 milioni di euro); 1 milione e 400 mila euro, saranno utilizzati per opere di manutenzione, e non per fare investimenti per opere pubbliche degne di nota! (ma ci si può vendere unazienda che dà utili importanti ogni anno per rifare gli asfalti?)
In estrema sintesi, facendo solo qualche esempio sulle Entrate e sulla Spesa (ma ci sarebbe tanto altro da dire), si può riassumere così: le Giunte Mastromauro non sono state in grado di conseguire i milioni di euro spettanti per ICI e IMU dalle seconde case non dichiarate; non sono state in grado di ridurre gli esorbitanti costi di gestione dei rifiuti; hanno speso ogni anno dai 2 ai 4 milioni in più di quanto avevano a disposizione e poi alla fine per pareggiare il bilancio comunale si sono venduti il parco del Pioppeto e Julia Servizi mandandone in fumo i cospicui proventi (circa 10 milioni di euro!!).
Sotto il profilo della correttezza amministrativa sarà la Corte dei Conti a pronunciarsi.
Sul piano politico chi ha così male amministrato il Comune di Giulianova dovrebbe avere il pudore di chiedere scusa o almeno di tacere.
 
Giulianova 25 giugno 2016 
 
                                                                                   IL CITTADINO GOVERNANTE
                                                                                     associazione di cultura politica
 
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