Resoconto di un attento e partecipato incontro pubblico promosso da Il Cittadino Governante lunedì 17 marzo in Sala Buozzi.
All’interno del percorso di partecipazione e di elaborazione condivisa delle linee programmatiche che comporranno il programma amministrativo de Il Cittadino Governante, si è svolta lunedì sera una Assemblea pubblica in Sala Buozzi incentrata sul tema della rivitalizzazione del centro storico, bene culturale unico e prezioso, ma fragile e vulnerabile, da preservare e valorizzare. In un primo momento i due relatori, Franco Arboretti ed Andrea Palandrani, hanno illustrato iniziative, idee e progetti aventi l’obiettivo di rendere vivo e vitale, attraente e frequentato il centro storico dal punto vista abitativo, turistico e commerciale. La platea, attenta ed interessata, ha accolto con plauso molte delle fattive ed innovative proposte come, ad esempio, illuminare di notte il Duomo ed i luoghi di interesse storico culturali, la realizzazione di un secondo belvedere alla fine di viale dello Splendore, attrezzare lo stadio Fadini con manto sintetico per renderlo fruibile tutti i giorni e per tutte le categorie sportive cittadine regalando anche ai più piccoli o agli amatori il sogno di giocare in questo epico campo. Nel successivo e ricercato confronto dialettico, sono emerse richieste di chiarimento e domande, approfondimenti e dubbi che poi, in fase di replica, hanno condotto ad una sintesi argomentata e convincente per i più. La questione maggiormente dibattuta è risultata quella sulla pedonalizzazione che, ha più volte precisato Arboretti, sarà il risultato finale di un piano organico e di una serie di sequenze logiche come la realizzazione di un ampio parcheggio dietro allo stadio, come l’innalzamento del numero degli abitanti e dei visitatori nel centro storico con opportune iniziative promosse dal Comune, come l’avvio di una linea innovativa di trasporto pubblico, con bus navette elettriche, che colleghi in maniera rapida il lido con il paese, come una costante attività di promozione turistica del valore storico-culturale del borgo antico. Ma soprattutto sono stati rassicurati quei commercianti traumatizzati dalle chiusure nefaste, inopportune ed impreparate della amministrazione Mastromauro, dicendo loro che la pedonalizzazione avverrà solo nel lungo periodo, quando sarà motivo di un incremento di avventori, quando i marciapiedi torneranno ad essere pieni di gente, quando sarà un valore aggiunto di civiltà e di miglior qualità della vita. L’obiettivo è creare un “centro commerciale naturale” che per tentare di competere con i ciclopici centri commerciali di periferia potrà così offrire il benessere di una piacevole passeggiata, un’aria salubre ed una cornice di bellezza rinascimentale.
Mentre i vecchi partiti e le altre forze politiche si affaccendano segretamente e in disparte in tentativi di accordi, ricomposizioni di liti e dissensi interni, un importante riscontro della serata promossa dalla Associazione Il Cittadino Governante è stata l’alta e vivace affluenza di cittadini mostrando come l’antipolitica e l’apatia possa essere arginata da iniziative interessanti, di livello e coinvolgenti.
Una nota di grave demerito spetta allo stile di quella stampa locale che, per lo più assente all’incontro durato quasi tre ore di intenso confronto, ha pubblicato articoli fuorvianti ed imprecisi, prestando ascolto solo a quella piccola parte di commercianti contrari a priori alla pedonalizzazione e incentrando servizi e titoli ad effetto solo su quell’aspetto.
L'associazione Il Cittadino Governante, ringrazia calorosamente per la splendida partecipazione nell'incontro svoltosi sabato 8 febbraio presso la Sala Buozzi di Giulianova Paese.
In una gremitissima sala Andrea Palandrani ha ricordato all'attenta platea le motivazioni e l'impegno che hanno contraddistinto i dieci anni di vita dell'associazione, Alessia Malatesta ha ripercorso con l'ausilio delle immagini, gli strumenti e le innumerevoli iniziative promosse e, subito dopo Franco Arboretti si è soffermato nell'illustrazione degli obiettivi che saranno alla base del piano programmatico in vista delle prossime consultazioni amministrative nel nostro comune.
Avevamo preannunciato, nei giorni scorsi, un comunicato sul recupero dell’ex Ufficio del Registro. Su tale progetto di recupero e ristrutturazione qualche mese fa ci siamo espressi favorevolmente in consiglio comunale: l’illustrazione avuta in commissione urbanistica e l’accoglimento di alcune modifiche da noi proposte deponevano in tal senso. Coerentemente con quanto abbiamo sempre affermato noi del Cittadino Governante siamo favorevoli al recupero del già costruito (anche per evitare di consumare inutilmente suolo naturale ed agricolo) e a maggior ragione se questo avviene nei pressi del centro storico che va rivitalizzato.
Sennonchè alcuni cittadini confinanti ci hanno contattato e riferito di aspetti – che evidentemente ci erano stati omessi – che sembrerebbero violare le normative vigenti, tant’è che gli stessi hanno proposto un ricorso al TAR per il vaglio della correttezza amministrativa dell’atto.
Bene hanno fatto i cittadini a tutelare i loro legittimi interessi; naturalmente noi chiederemo tutti gli atti e approfondiremo, autonomamente, la questione per poi proporre una mozione in consiglio comunale per ripristinare, in autotutela, la correttezza dell’atto.
Resta l’amarezza di non poter riporre alcuna fiducia in una classe dirigente che non si comporta in modo trasparente neanche nelle sedi in cui deve fornire informazioni corrette e complete ai consiglieri comunali perché possano conoscere pienamente i fatti su cui sono chiamati a deliberare. Ormai da tempo - a causa dell’affermarsi di una deriva avvezza ad operazioni urbanistiche poco commendevoli e dannose per la città ed i cittadini - approfondiamo le scelte urbanistiche dell’amministrazione, specialmente quando si tratta interventi che interessano aree ampie o siti delicati, ma non pensavamo di dover stare sul chi va là anche in un caso di ristrutturazione di un edificio.
Noi come sempre, comunque, saremo per il rispetto della legalità e non avremo alcuna difficoltà a modificare il nostro voto, in consiglio, se le obiezioni fondate e giuste dei cittadini non verranno accolte con le opportune modifiche del progetto in questione. Avrebbe dovuto fare altrettanto, e da subito, l’amministrazione, a cui chi protesta si era già rivolto, evitando così di mettere in piedi un contenzioso costoso per l’Ente e per i cittadini confinanti. O si vuole addirittura operare come nei casi ex Migliori Longari e palazzo Gavioli (accanto al Kursaal) dove ormai siamo ai processi penali?
La Casa Comunale dovrebbe essere il luogo in cui le decisioni vengono prese con trasparenza e dopo un confronto democratico che necessita in primo luogo di informazioni complete e corrette. Troppe volte, invece, l’azione amministrativa a Giulianova resta immersa nella nebbia.
Questa volta accade per le vicende relative alla variante per la realizzazione di nuovi loculi e cappelle all’interno del cimitero e al progetto di recupero e ristrutturazione di un edificio in via Gramsci (sede un tempo dell’ex Ufficio del Registro).
Oggi parleremo della delicata problematica del cimitero, nei prossimi giorni interverremo sull’ex Ufficio di Registro.
Sulla costruzione di nuovi loculi nel cimitero comunale abbiamo avuto un espresso sollecito da parte di cittadini che si sono sentiti colpiti dalla scelta adottata del sindaco e dai suoi assessori. La sdegnata segnalazione nasce dall’inizio dei lavori che stanno facendo seguito ad una Delibera di Giunta che ha approvato una variante al piano del nuovo cimitero. Una scelta che tende a cementificare a spese del verde e degli spazi che nel progetto originario erano stati lasciati liberi per armonizzare l’ambito dei padiglioni costruiti ad alta intensità. Quanto ora previsto certamente altera e deturpa un sito sensibile che merita invece attenzione e rispetto. Al di là dei profili di correttezza amministrativa - sembrerebbe che la decisione non potesse essere deliberata dalla giunta ma dovesse essere approvata dal consiglio comunale - consideriamo sbagliato modificare in maniera radicale l’impianto urbanistico del nostro cimitero visto che si perderanno aree piantumate che danno decoro al luogo. Sarebbe stato opportuno portare la decisione all’attenzione del consiglio comunale; ma ancora una volta questa amministrazione ha preferito assumere le decisioni importanti in pochi: sindaco, vice-sindaco e assessori hanno deciso per tutti, evitando il ragionamento ed il confronto in consiglio comunale.
Noi del Cittadino Governante chiediamo rispetto per il luogo dove riposano tutti i cari della comunità giuliese.
Il nostro gruppo consiliare presenterà, quindi, una mozione per discutere con urgenza in consiglio comunalela problematica, perché è opportuno, vista la delicatezza della materia, e perché l'art. 55 del DPR 285 del 1990 così recita: “I progetti di ampliamento dei cimiteri esistenti e di costruzione dei nuovi devono essere preceduti da uno studio tecnico delle localita', specialmente per quanto riguarda l'ubicazione, l'orografia, l'estensione dell'area e la natura fisico-chimica del terreno, la profondita' e la direzione della falda idrica e devono essere deliberati dal consiglio comunale.”
La partecipazione e la trasparenza non sono slogan da esibire ma importanti opzioni da riempire con coerenza di contenuti.