La buona tradizione giuliese della gestione del territorio va rinverdita e aggiornata ispirandosi coerentemente alla sostenibilità, al rispetto in campo economico delle vocazioni territoriali, alla salvaguardia dell’ambiente, alla difesa del paesaggio, alla tutela dei beni culturali ed alla qualità urbana. Gli errori di una selvaggia cementificazione vanno evitati perché i danni sono generalmente irreversibili e le ripercussioni negative sulla qualità della vita cittadina, sul turismo e sull’identità giuliese non saranno apprezzate dai cittadini e dai turisti e non saranno perdonate dalle future generazioni. Per esser chiari, riteniamo che non sia saggio estendere all’intera Giulianova, come la Variante invece fa, il modello di urbanistica che: ha offeso la collina del centro storico (nell’area ex Migliori Longari); ha sfregiato il Kursaal; ha riempito di cemento il Pioppeto; ha autorizzato l’edificazione a ridosso del lungomare in corrispondenza dell’Annunziata. Come pure occorre evitare qualche errore del passato come quello delle barriere edilizie che hanno fatto scomparire la vista sul mare da Bivio Bellocchio.
Per questi motivi e per indicare strade più rapide nel dare risposte ai veri bisogni dei cittadini e del’economia, costruttivamente, il nostro gruppo consiliare presenterà questo emendamento lunedì in Consiglio Comunale:
1) Per dare una risposta in tempi brevi ai bisogni veri dei cittadini ed un impulso effettivo alle imprese edili, attualmente, in difficoltà, si proceda alla definizione di un provvedimento contenente tutte le risposte alle reali esigenze di prima casa e delle attività economiche per poi approvarlo rapidamente come stralcio della Variante.
2) Nel contempo, per il resto della materia urbanistica, si compia uno studio analitico per: la conoscenza completa dell’attuazione del PRG vigente; un’approfondita ricognizione sui bisogni reali in termini di alloggi (compresa l’edilizia popolare), ricettività turistica e aree per insediamenti produttivi; l’individuazione delle aree protette da tutelare; il riordino e l’ampliamento degli spazi pubblici. Tutto questo, proprio per la maggiore sintonia con le leggi urbanistiche e con gli enti sovracomunali, potrà, in tempi ragionevoli, far definire - utilizzando anche parte del lavoro svolto finora -un nuovo strumento urbanistico adeguato ai tempi con: con poco consumo di suolo, molta riqualificazione dell’edificato urbano abbandonato o sottoutilizzato e una ridefinizione delle infrastrutture per una moderna impostazione della mobilità.
In data odierna su Il Messaggero Abruzzo p.47 è presente un articolo titolato "Il Giudice blocca Marozzi" avente ad oggetto una specifica vicenda urbanistica. Nelle prime righe di detto articolo il giornalista Francesco Marcozzi ha ritenuto di scrivere quanto segue: " Come era accaduto con il Cittadino Governante che aveva denunciati alla magistratura tutti i consiglieri comunali che avevano approvato i lavori relativi alla lottizzazione Migliori Longari…". Ebbene, premesso che non si comprende - né si spiega nel contesto dell'articolo - il nesso tra le due vicende, il fatto riportato non è vero. Per com'è noto (sul punto sono stati fatti comunicati e conferenze stampa) Il Cittadino Governante ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, in cui venivano raccontati i fatti che hanno portato alla lottizzazione c.d. ex Migliori Longari; non veniva sporta denuncia e tanto meno venivano denunciati alla magistratura tutti i consiglieri comunali che avevano approvato i lavori. La notizia riportata, dunque, non è vera e, poiché il giornalista che firma l'articolo conosce approfonditamente i fatti e, comunque, avrebbe potuto facilmente verificarli, si ritiene che l'affermazione sia stata fatta con il preciso scopo di colpire l'impegno civile e gettare discredito sull'immagine della deducente associazione. Naturalmente è giusto che sulla stampa si parli della vicenda della lottizzazione c.d. ex Migliori Longari, che com'è noto riteniamo rappresenti un vulnus al paesaggio ed all'equilibrio idrogeologico della zona, ma vorremmo che lo si facesse in termini di verità e correttezza.
Già in precedenti occasioni abbiamo dovuto contestare fatti simili a quello esposto, da ultimo in data 29 agosto 2012 con missiva inviata via email al giornale ed al giornalista siamo stati costretti a chiedere una smentita su un fatto non vero ed anche questo tendente a screditare la serietà del nostro impegno civile.A fronte dunque della pubblicazione di fatti non rispondenti al vero, che - si ribadisce - non possono essere frutto di mancata conoscenza e\o di inesperienza, l'associazione Il Cittadino Governante chiede una smentita puntuale di quanto scritto con pari evidenza e invita ad una maggiore attenzione sulla fondatezza e veridicità delle notizie pubblicate, espressamente rappresentando che nel caso in cui dovessero riproporsi articoli con contenuti tendenziosi e volti a ledere la credibilità e l'onorabilità dell'associazione, questa si rivolgerà senza indugio ad un legale di fiducia perché avvii azioni di tutela nelle più opportune sedi.
La Giunta ha fatto approvare alla maggioranza il Rapporto Ambientale della VAS redatto dall’Arch. Raulli e ha fatto respingere le Osservazioni di Italia Nostra e del Cittadino Governante volte a far migliorare ulteriormente il rispetto dei principi e delle finalità della Valutazione Ambientale Strategica nell’iter della Variante.
In ogni caso, già il Rapporto Ambientale evidenzia numerosi aspetti da correggere nella Variante.
La legge dice che quando vengono approvati i contenuti del rapporto Ambientale nell’ambito della VAS, occorra poi adeguare la Variante alle indicazioni espresse dal Rapporto Ambientale
Queste revisioni della Variante non sono state effettuate e infatti nella Delibera consiliare non viene dichiarato che la Variante è stata adeguata alla VAS.
Tale anomala procedura, pertanto, è illegittima. E’ aggravata, tra l’altro, dalla mancanza di distinzione fra l’autorità competente e l’autorità procedente necessaria per garantire la terzietà.
Infine nella delibera viene dichiarata conclusa la VAS quando invece essa necessita del Monitoraggio. Tale aspetto, fondamentale per la legge, addirittura, non viene nemmeno menzionato.
Il CG, in termini costruttivi, per correggere tali irregolarità ha presentato tre emendamenti che sono stati respinti dalla maggioranza e dai consiglieri Di Carlo e Cameli.
Il consigliere Arboretti, ha opportunamente evidenziato questo ennesimo tentativo del sindaco di spostare sul piano degli attacchi alla persona, anche con argomentazioni false, il confronto sul merito delle proposte.
Colpisce non poco la contraddizione tra le dichiarazioni di intenti delle varie amministrazioni che hanno responsabilità nella Variante al PRG in oggetto, tutte volte alla sostenibilità ed alla qualità ambientale, e il continuo tentativo di sfuggire alla VAS, in particolare da parte di quella che l’ha adottata nel 2007 e di quella che ne sta continuando l’iter dal 2009.
Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco Mastromauro esprime disappunto per la fisionomia di un nuovo edificio da realizzare, previa demolizione della palazzina esistente, in via Gramsci angolo via Cesare Battisti, affermando che il progetto "ultramoderno" sembra " fare a pugni con il contesto in cui è inserito". Naturalmente l'osservazione è condivisibile, visto che l'intervento, per la sua vicinanza al centro storico, inciderà sull’estetica di uno dei suoi ingressi. La Sezione locale di Italia Nostra è intervenuta in modo puntuale sul tema, spiegandolo e circostanziandolo, così da portare a conoscenza della cittadinanza utili elementi di riflessione e proposte.
Quel che resta poco comprensibile è il fatto che un sindaco, passeggiando come un comune cittadino lungo le vie della città che amministra ormai da anni, si sia scoperto sorpreso e contrariato per le caratteristiche di un edificio il cui progetto ha completato l’iter procedurale.
Eppure proprio lui avrebbe potuto prevenire tali situazioni:
1) Mettendo in campo specifiche competenze negli uffici comunali e nella commissione edilizia al fine di valutare negli interventi urbanistici la continuità di caratteri architettonici e gli equilibri di contesti anche e, soprattutto, nei singoli edifici che non rientrano nelle zone già normate e vincolate.
2) Interpellando preventivamente La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo affinché accertasse l’esistenza dell’interesse culturale per l’edificio (come accadde per la scuola Acquaviva).
Ma ciò non è accaduto. Magari una maggiore attenzione avrebbe potuto evitare l'insorgere di un possibile contenzioso con conseguenti costi e situazioni di incertezza.
Infine ci chiediamo perché il sindaco non abbia fatto le stesse riflessioni qualche anno fa quando come assessore ai lavori pubblici promosse la ristrutturazione di piazza Buozzi che ha deturpato irreversibilmente il cuore della Giulianova rinascimentale nonostante i tanti suggerimenti che all’epoca furono dati. Ci auguriamo, però, che questa tardiva svolta verso la qualità urbanistica ed architettonica sia definitiva. L’imminente passaggio sulla VAS per la Variante al PRG costituirà un buon banco di prova e così vedremo se è oro tutto quello che luccica.