Giulianova Patrimonio: un piano di risanamento che per funzionare deve sfrattare gli indigenti e licenziare i lavoratori

JWANGATTIDopo tanto tempo, e tardivamente, è arrivato in consiglio comunale il Piano di risanamento della Giulianova Patrimonio, società partecipata al 100% del Comune, dal 2017 in perdita. Dal 2019, dopo tre anni consecutivi di bilanci con risultati di esercizio negativi, si sarebbe dovuto portare senza indugio, come prescrive la legge Madia sulle Partecipate, un Piano di risanamento. Nel frattempo, anche dopo l’insediamento del sindaco Costantini, a giugno del 2019, la crisi finanziaria è continuata tanto che sappiamo che anche i bilanci del 2020, 2021 e 2022 si sono chiusi o si chiuderanno con perdite! Cioè un altro triennio in perdita!

Gli errori di gestione della precedente amministrazione nelle tre ultime annualità sono stati confermati e addirittura aggravati da quella attuale con l’aggiunta di cospicue spese inutili, quali i 54.000 euro l’anno per lo stipendio di un direttore generale - non necessario, infatti prima non c’era - voluto da Costantini per il suo grande e decisivo sostenitore elettorale, l’avvocato Gatti di Teramo, e i 30.000 euro per la Due Diligence, inutile analisi della situazione affidata ad esperti esterni, situazione che doveva essere ben chiara a chi aveva detto che sapeva dove mettere le mani andando in Comune.

Addirittura ieri si è saputo che ora ci sarà anche un ulteriore sperpero di denaro pubblico in quanto la maggioranza vuole dare un incarico ad un legale per promuovere l’azione di responsabilità nei confronti della passata amministrazione. A parte che sarebbero coinvolti anche l’attuale amministrazione e gli uomini da essa nominati all’interno della società partecipata, visti il protrarsi e l’aggravamento della sua crisi finanziaria, ma come fa a non essere chiaro che le fallimentari condizioni in cui versa la Giulianova Patrimonio dipendono da scelte amministrative sbagliate del Comune e da una gestione inadeguata da parte dei vari amministratori unici dell’azienda?

Infatti l’amministrazione comunale precedente aveva cercato di alleggerire il proprio bilancio conferendo alla Giulianova Patrimonio servizi pubblici importanti come la cura del verde, i servizi cimiteriali, la manutenzione, il mercato ittico senza finanziarli adeguatamente per le prestazioni che riceveva. Mentre i due settori che potevano dare utili, Farmacia comunale e Parcheggi a pagamento venivano saccheggiati pretendendo per il Comune 100.000 euro l’anno dalla Farmacia e il 70% dell’incasso, con un minimo di 130.000 euro all’anno, dal servizio dei Parcheggi a pagamento. Con queste premesse e con una gestione non ottimale dell’azienda era ovvio che questo sarebbe stato l’esito. I necessari correttivi avrebbe potuto apportarli l’attuale amministrazione una volta insediata nel 2019, modificando tempestivamente nel Bilancio comunale le poste in entrata e in uscita relative alla Giulianova Patrimonio.

Non è stato fatto, noi l’avremmo fatto subito invece, e non ci sarebbe stata poi la necessità di questo Piano di risanamento dagli esiti incerti e penalizzante per cittadini e lavoratori.

Ci sembrano, pertanto, fuori luogo i toni trionfalistici usati dal sindaco e dall’assessore Giorgini in quanto:

  • Il Piano presentato ha scelto la via più facile - quella della vendita di molta parte del patrimonio immobiliare e della esternalizzazione dei servizi in deficit - che per risultare efficace comporterà, però, lo sfratto di molte famiglie indigenti e il licenziamento di parecchi lavoratori;
  • Non contempla inoltre la soluzione per i circa 5 milioni di euro che la Giulianova Patrimonio deve dare alla società Giaro dopo che il TAR ha accolto il suo ricorso per la nota vicenda urbanistica della scuola Acquaviva. Se ciò venisse confermato anche nei gradi successivi sarebbe un colpo non da poco per Partecipata e Comune.

Si poteva fare diversamente, ovviamente, rimodulando subito alcune poste del Bilancio comunale, alienando solo una piccola parte degli alloggi (per evitare nuova emergenza abitativa) e dando impulso, in una prima fase, all’ottimizzazione della gestione dei vari asset per poi nel corso del tempo, se necessario, procedere a una chiusura non traumatica della società partecipata, tornando a gestire in  proprio i servizi pubblici coinvolti, mettendo così fine a quella specie di Comune parallelo, opaco e inefficiente, che è diventata, nel corso del tempo, la Giulianova Patrimonio.

Infine, mentre si autoincensano per questa operazione che secondo loro salverebbe la Giulianova Patrimonio, Costantini, Giorgini e tutta la maggioranza - alla ricerca dei responsabili delle condizioni in cui è stata precipitata la Giulianova Patrimonio -  hanno tentato la via della mistificazione. Hanno accusato l’amministrazione di centro-sinistra e persino noi del Cittadino Governante di essere i responsabili dei 4 milioni di debiti che attanagliano la partecipata.

Su questo vogliamo essere chiari di fronte a tutta la cittadinanza.

Costantini commette un grave errore se ci accomuna alla maggioranza che, in quel periodo, ha fatto scelte di governo sbagliate. Noi siamo stati in consiglio comunale all’opposizione per ben due mandati, denunciando il “carrozzone” che stava diventando la Giulianova Patrimonio e contrastando le tantissime scelte amministrative poi rivelatesi sbagliate; mentre esponenti del centro-destra entravano in giunta con Mastromauro. E se vogliamo dirla tutta l’alleanza con quelli che Costantini ritiene i responsabili di tutti i peggiori misfatti giuliesi  l’ha fatta proprio lui quando ha avuto l’appoggio di esponenti di primo piano del PD che addirittura si sono candidate in liste che lo sostenevano e  quando, grazie all’accordo Gatti-Ginoble  - rivelato pubblicamente nei giorni scorsi dall’avv. Pierangelo Guidobaldi -  ha operato per non far appoggiare dal PD alle elezioni del 2019 il cambiamento politico-amministrativo che il Cittadino Governante presentò alla città. Senza queste manovre di bassa politica ora ci sarebbe un altro governo in città e non di centrodestra. Noi pensiamo, comunque, che la cittadinanza stia riflettendo sul complessivo operato dell’attuale amministrazione e che, alle prossime elezioni, la coalizione che stiamo allestendo, insieme ad altre forze della sinistra e dell’ambientalismo, su basi di vero rinnovamento e di profondo cambiamento potrà riscuotere la fiducia dei cittadini.

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