La battaglia contro il covid-19 si vince sul territorio: con U.S.C.A., mascherine chirurgiche per tutti e tamponi

La pandemia da Covid-19 in Italia è stata fronteggiata da un sistema ospedaliero con circa 191.000 posti-letto per acuti (nel 1981 erano 530.000, tagliati progressivamente nel corso degli anni) con pochissimi posti-letto di terapia intensiva (all’inizio della pandemia poco più di 5.000, mentre in Germania sono 28.000) e un Piano Pandemico non aggiornato da anni e non attuato in parti fondamentali. Risultato ad oggi: 15.887 decessi nella popolazione; 80 medici e 25 infermieri deceduti e oltre 12.000 contagiati nel personale sanitario. 

Ciononostante le iniziative adottate per contrastare la pandemia del Covid-19, soprattutto quelle decise il 9 marzo scorso stanno dando i primi frutti: si è arrestata la crescita esponenziale dei primi giorni e attualmente, dopo vari  giorni di sostanziale stazionarietà, sta iniziando una lenta decrescita che fa comprendere quanto ci sia ancora da impegnarsi seriamente per ridurre fino ad azzerare la presenza del virus.

Occorre quindi continuare a restare a casa il più possibile e uscire solo per esigenze sanitarie urgenti, per svolgere i lavori autorizzati e per fare la spesa, in questo caso rispettando le regole del Distanziamento sociale. Questo, oltre a lavare spesso le mani con acqua e sapone, è quello che possiamo e dobbiamo fare noi cittadini, ed è decisivo: si calcola che finora le misure restrittive adottate abbiano salvato la vita a circa 38.000 persone. Ancora non si può abbassare la guardia perché basterebbe poco per far schizzare di nuovo la curva del contagio verso l’alto e vanificare tutto ciò che di buono siamo riusciti a fare finora con grande sacrificio.

Ma non basta, vista la lentezza con cui si procede verso la fine della pandemia, infatti secondo gli esperti per ogni contagiato noto ce ne sono tra i 5 e 10 asintomatici che non sanno di esserlo ma che sono in grado di diffondere il contagio. Essendo, ad oggi, i casi positivi oltre 128.000 vuol dire che in Italia potremmo avere  in questo momento tra i 600.000 e 1.200.000 portatori di Covid-19 che possono contagiare non sapendo di poterlo fare.

La battaglia quindi si vince sul territorio: gli ospedali vanno tenuti  pronti (ben organizzati, con percorsi dedicati e protocolli procedurali razionali, con il personale seriamente protetto)  per i pazienti che si aggravano ma non vanno utilizzati come primo presidio. È un po’ quello che stanno facendo in Veneto ed in Emilia Romagna  - e che non hanno fatto in Lombardia - con buoni risultati.

Occorre, quindi, rafforzare e migliorare l’impegno sul territorio e questo è compito dei decisori sanitari e politici che devono far tesoro di quanto apprendiamo man mano dalla cronaca locale e nazionale e dalla conoscenze scientifiche.

Anche nella nostra Regione, nella nostra ASL, nel nostro Comune è auspicabile che sul territorio:

  • Vengano attivate al più presto le U.S.C.A. (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) previste già nel DPCM 9 marzo 2020: sono équipe con medici e infermieri che sul territorio, in raccordo stretto con i medici di medicina generale (che le attivano), vanno a visitare a domicilio ben protetti con tutti i DPI previsti le persone sospette per infezione da Covid-19. In questa maniera i pazienti vengono tempestivamente individuati, seguiti sin dal primo insorgere dei sintomi, trattati a domicilio o ospedalizzati solo in caso di vera necessità con beneficio per la loro salute, evitando l’inutile sovraccarico degli ospedali, prevenendo l’ulteriore diffusione del contagio.
  • Si estenda velocemente il controllo con i Tamponi rino-faringei a tutto il personale sanitario ospedaliero e del territorio per  la tutela della loro salute e per evitare ulteriore diffusione del contagio (considerato l’alto numero dei colpiti nel settore), ai pazienti sintomatici e ai loro contatti, e al personale a rischio (cassiere, volontari Protezione civile e Croce Rossa, Forze dell’Ordine).
  • Vengano fornite al più presto le Mascherine chirurgiche da far indossare a tutti vista l’importanza che hanno nel proteggere gli altri dall’emissione di  droplets (goccioline di saliva) e dal conseguente rischio di diffusione del contagio
  • Si effettuino i Test sierologici non appena saranno validati per la ricerca degli anticorpi per individuare chi ha già contratto l’infezione senza accorgersene e comprendere quanta popolazione è protetta dagli anticorpi.
  • Ci sia un rispetto rigoroso delle misure preventive nei luoghi in cui ancora si lavora.

Ed è auspicabile che negli ospedali ci siano:

  1. Organizzazione ottimale e razionale negli ospedali con percorsi ben individuati e alternativi per i pazienti Covid-19.
  2. Dispositivi di protezione individuale (DPI) (mascherine FFP2 e FFP3, camici monouso, tute, occhiali, copricapo, visiere, guanti, calzari) a disposizione in quantità sufficienti per tutto il personale sanitario ospedaliero e operante sul territorio (USCA, 118, MMG) che ne dovesse aver bisogno.
  3. Allestimento negli ospedali regionali di un congruo numero di posti di terapia intensiva.

 

Proponiamo infine al sindaco Costantini, in aggiunta a quanto già fatto, di:

 

  1. Disporre che ci sia l’uso delle mascherine chirurgiche da parte di tutti coloro che si muovono in città  rendendole disponibili per tutti i cittadini: sono fondamentali perché chi le indossa, se portatore sano, non contagia gli altri. Quindi se tutti le indosseremo, svilupperemo un’azione molto incisiva nel bloccare la diffusione del contagio nella nostra città.
  2. Far installare all’ingresso di tutti i supermercati un distributore di gel disinfettante per igienizzare le mani prima di entrare.
  3. Ottenere una razionale organizzazione all’interno del nosocomio per i pazienti Covid-19 con percorsi distinti, protocolli procedurali razionali e rispettati rigorosamente, sanificazione degli ambienti ogniqualvolta si renderà necessario, sufficiente disponibilità di tutti i DPI previsti per medici e infermieri alla gestione quotidiana del paziente ricoverato.
  4. Adoperarsi perché siano effettuati i tamponi rino-faringei a tutti gli ospiti e agli addetti della Piccola Opera Charitas e della RSA Cristal.
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