“LIDO DELLE PALME”: SI PUÒ COSTRUIRE SUBITO, BASTA VOLERLO Ecco perché, invece, da vent’anni è tutto fermo

Lido delle PalmePeriodicamente sui mezzi di informazione tornano notizie sulla lottizzazione “Lido delle Palme”: “è ferma da troppo tempo“, “i proprietari aspettano da 50 anni di poter costruire”, “l’area è piena di erbacce, di arbusti e di rifiuti abbandonati”, “negli ultimi tempi sono divampati vari incendi che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco” etc.
Apparentemente sembrerebbe una storia inspiegabile che si perde nella notte dei tempi.
In realtà è una storia su cui è molto facile fare chiarezza.

 

Quel comparto - circa 90.000 mq. localizzati all‘altezza del Dino’s, dalla ferrovia fino al lungomare - fu inserito dal PRG del ’94 nell’ambito dello sviluppo della zona E2 turistica con un mix di destinazioni d’uso (ricettività turistica, residenziale, commerciale, sportivo) accanto ad opere di urbanizzazione quali strade, piste ciclabili, parcheggi pubblici, verde urbano (parchi e pineta), verde attrezzato con impianti sportivi pubblici con la finalità di non farne un quartiere dormitorio bensì di grande qualità e vivibilità.
L’iter si concluse nel ’98 e da allora (cioè da 24 anni!!!) si sarebbe potuto tranquillamente edificare se si fossero seguite le direttive del Piano Regolatore Generale.
Senonchè le cose si sono complicate quando, nel 2009, la prima Giunta Mastromauro – forse per assecondare le richieste di alcuni proprietari - adottò in variante al PRG un nuovo Piano di Lottizzazione che il TAR, su ricorso di alcuni proprietari, ha annullato con questa motivazione: “in sede di approvazione di un piano di lottizzazione, la Giunta ed il Consiglio Comunale sono tenuti esclusivamente a verificare la conformità del piano attuativo alle disposizioni contenute nello strumento urbanistico generale “. Vale a dire: basta presentare un piano conforme a quanto previsto dal Piano Regolatore, senza fare forzature a scapito degli interessi generali e della qualità dell’insediamento, e si può iniziare a costruire.
E ancora nel 2017, nonostante la battuta di arresto imposta dalla giustizia amministrativa, si stava di nuovo tentando di approvare in Giunta un piano di lottizzazione sostanzialmente identico a quello già bocciato dal TAR, eludendo persino il passaggio in consiglio comunale, ma l’attenzione della magistratura (nell’ambito di Operazione Castrum) cadde anche su quell’operazione urbanistica, dunque l’iter della variante si bloccò nuovamente e il presidente del consorzio “Lido delle Palme” si dimise.
Sono passati ulteriori 5 anni e tutto è ancora fermo nonostante da 2 anni e mezzo sia in carica una nuova amministrazione che evidentemente sta battendo le vecchie strade: modificare le previsioni vigenti a scapito degli interessi generali e della qualità dell’insediamento, tant’è che – come apprendiamo dalla stampa - “la Soprintendenza e l’ARTA hanno presentato osservazioni” e dunque “ci vorranno tempi lunghi”.
Come si capisce quella del “Lido delle Palme” è una storia emblematica in cui, a quanto pare, c’è sintonia tra la precedente amministrazione comunale e l’attuale Giunta Costantini nell’ignorare il PRG e la sentenza del TAR, in spregio alla buona urbanistica che contempera le esigenze dei privati con quelle altrettanto importanti della collettività.
E allora non ci si stracci le vesti per il ritardo: per costruire subito basterebbe procedere in conformità al PRG!
La paralisi ed il degrado in quella vasta area nella zona nord di Giulianova, di cui tutti si lamentano, hanno responsabili precisi in tutte le Giunte che hanno governato dal 1998 ad oggi, sindaco Costantini compreso.
Costantini che:
1. ha tenuto per sé la delega all’urbanistica;
2. ha voluto scegliere il dirigente del settore urbanistico il quale si è dimesso dopo appena un anno;
3. ha affidato la direzione del settore urbanistico alla segretaria comunale che però dal 15 febbraio se ne andrà alla volta del Comune di Roseto;
4. non riunisce la commissione urbanistica da tantissimi mesi;
5. sta rimediando continui stop dalla Soprintendenza;
6. tiene bloccata l’attività edilizia giuliese per manifesta incapacità.
7. evidentemente non sa che è compito degli amministratori della cosa pubblica tutelare gli interessi della collettività.
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