Questa Amministrazione è lontana dal bene comune e nelle repliche si parla d’altro pur di non rispondere!
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La replica alle nostre osservazioni sulle aree pubbliche "svendute" all'asta, giunge proprio da colui che non è stato chiamato in causa, il vice-sindaco Filipponi, onorati della sua presenza, ma almeno risponda alle domande che si sono poste, e cioè, sperando in un repetita iuvant, anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare, le ripetiamo:
- Perché il Comune intende privarsi di questi beni pubblici? Quali sono le finalità pubbliche della alienazione dei sei beni immobili?
- Con quali criteri si sono scelti quei sei lotti e dietro quale iniziativa?
- Qual è la trasparenza dietro tali operazioni visto che l’Area proponente è la terza e cioè “Servizi alla collettività e territorio”, e quindi qual è l’utilità per la collettività giuliese?
- Perché, dopo il caso Acquaviva, ancora una volta l’Asta viene dichiarata valida anche in presenza di una sola offerta?
- Il Comune ha debiti fuori bilancio da coprire con queste vendite?
- Come mai i prezzi a base d’asta sono così bassi rispetto al valore di mercato?
La replica fuori luogo del vicesindaco sottolinea solo la regolarità del bando, e vorremmo vedere, manca solo che il Comune faccia vendite sottobanco, in nero! Il problema è che il Comune non sta facendo, e quindi non sa difendere, i beni dei cittadini giuliesi.