I cittadini, temiamo, saranno ormai sbigottiti dal frastuono che da qualche settimana tenta di raggiungere l’opinione pubblica sul tema dell’ospedale.
I cittadini, temiamo, saranno ormai sbigottiti dal frastuono che da qualche settimana tenta di raggiungere l’opinione pubblica sul tema dell’ospedale.
In seguito al comunicato diramato da parte della Conferenza scolastica provinciale di Teramo, l’Associazione di cultura politica Il Cittadino Governante, prende posizione a sostegno della richiesta inoltrata dal Liceo “Marie Curie” di Giulianova di poter ampliare la propria offerta formativa mediante l’attivazione di un indirizzo liceale artistico. Il piano di dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa votato ieri dalla suddetta Assemblea provinciale ha infatti respinto la proposta avanzata dal Dirigente Scolastico del “Curie”, dott.ssa Silvia Recchiuti, e dal sindaco di Giulianova, a favore della istituzione di un Liceo Artistico con indirizzi design, grafica, audiovisivo e multimediale. Le ragioni del rifiuto riguarderebbero una strenua difesa per la sopravvivenza e per l’esclusività dei due storici Licei Artistici, quello di Castelli (ormai ridotto ad una sola sezione con classi di poche decine di alunni) e quello di Teramo (anch’esso con pochi alunni per classe), a cui però riteniamo che una sede a Giulianova non rappresenti il colpo di grazia.
Tuttavia la battaglia per un ampliamento dell’offerta formativa in provincia non è ancora persa visto che a livello regionale sarebbe possibile cambiare le decisioni prese. Le argomentazioni che proponiamo e che potrebbero e dovrebbero esser fatte valere dinanzi all’assessore regionale sono le seguenti:
1. riteniamo che i due plessi teramani non debbano temere la concorrenza giuliese poiché il più ovvio bacino d’utenza a cui il “Curie” si rivolgerebbe non sarebbe quello dell’entroterra teramano, bensì quello costiero (dalla stessa Giulianova, fino a Martinsicuro) che attualmente si orienta per buona parte verso il Liceo Artistico di Ascoli Piceno, ed anzi la sede giuliese potrebbe offrire una più comoda soluzione anche per studenti residenti fuori regione, da Porto d’Ascoli fino a San Benedetto potendo vantare un collegamento anche ferroviario.
2. Altro bacino di potenziale utenza risulterebbe quello della val vibrata che al momento si dirige quasi esclusivamente verso il Liceo marchigiano.
3. Va anche sottolineato il fatto che andando verso sud bisogna raggiungere Pescara per trovare un altro Liceo Artistico, per cui Giulianova risulterebbe una soluzione più confortevole per studenti che attualmente si dirigono verso quella sede.
4. Ultimo, ma primo per importanza, l’ampliamento di una offerta formativa da parte di una Istituzione scolastica deve tener conto anche e soprattutto di quanto tempo potrebbe far risparmiare a studenti costretti a compiere percorsi distanti ore d’andata e ore di ritorno da casa a scuola.
In conclusione, Il Cittadino Governante si schiera dalla parte di chi vuol sostenere le ragioni a favore di un Liceo Artistico a Giulianova nella ferma convinzione di andare incontro ad un miglioramento sia delle possibilità di scelta che della qualità della vita scolastica di molti studenti.
Finalmente il sindaco si è fatto vivo dopo le mancate risposte alla nostra richiesta di trasparenza sulla sicurezza sismica delle scuole e al nostro sconcerto davanti alla sua discutibile scelta di rotazione tra dirigenti che non ha tenuto conto né delle competenze dirigenziali né del caos che stanno subendo i due rispettivi settori.
L’ospedale di Giulianova è a rischio chiusura: prima è stato ridimensionato e, nell’indifferenza degli amministratori, lasciato decadere; ora gli stessi stanno creando le condizioni per decretarne la chiusura con la scelta dell’ospedale unico nella provincia di Teramo, che naturalmente sarà ubicato a Teramo.
COSA DOVREBBE ESSERE L’OSPEDALE DI GIULIANOVA
Il nostro ospedale è un bene prezioso e irrinunciabile per gli abitanti di Giulianova, della costa teramana (che durante l’estate ha una importante presenza turistica) e del suo immediato entroterra, per l’importante funzione che ha sempre svolto e per la sua strategica posizione. Meriterebbe maggiore attenzione nelle scelte politiche regionali e provinciali che dovrebbero essere guidate dalla volontà di garantire al nosocomio giuliese condizioni ottimali in termini strutturali, di personale e di attrezzature. Dovrebbe essere uno dei due ospedali per acuti della provincia di Teramo, più precisamente un ospedale di primo livello (ospedali previsti per bacino di utenza fra i 150.000 e i 300.000 abitanti) e come tale non solo dovrebbe vedere riaperti i reparti chiusi negli anni passati come Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Urologia, ma acquisirne di nuovi come Neurologia e Oculistica, oltre all’Osservazione Breve Intensiva accanto al Pronto Soccorso, tutti previsti dagli standard per gli ospedali di primo livello.
NUOVO OSPEDALE: UNA STORIA DI PROMESSE NON MANTENUTE
Siamo invece da molti anni di fronte ad una preoccupante condizione di oggettivo disinteresse da parte di chi si occupa delle scelte di politica sanitaria riguardanti l’ospedale di Giulianova; disinteresse che ha portato, e sta ancora portando, alla chiusura o al ridimensionamento di vari reparti e servizi, alla carenza degli organici medici e paramedici (persino nelle figure mediche apicali), ad attrezzature insufficienti o obsolete.
Da tempo immemore i governi regionali, di qualsiasi colore politico, promettono nuovo ospedale, ristrutturazione dell’esistente, incremento del personale, attrezzature più moderne, ma i deludenti risultati sono sotto gli occhi di tutti!
IL RISCHIO DI ULTERIORE RIDIMENSIONAMENTO O CHIUSURA
Addirittura, ora, paradossalmente, da una parte si forniscono rassicurazioni in merito ai finanziamenti per un nuovo ospedale a Giulianova e dall’altra si viene a sapere che la direzione della ASL di Teramo ha commissionato uno studio di prefattibilità per l’ospedale unico provinciale, scelta condivisa, e forse suggerita, dal Governo regionale. Ce lo fa sapere lo stesso sindaco Mastromauro in un comunicato dell’8 novembre quando dichiara testualmente: “Oggi l'assessore, che più volte è venuto a Giulianova rassicurandoci, mi dice invece che è tutto bloccato perché la ASL di Teramo deve fargli sapere in cosa consti il progetto dell'ospedale unico...”. Lo ha confermato l’assessore regionale alla Sanità Paolucci che il 10 novembre ha dichiarato al Centro: “Mi sembra assolutamente condivisibile la tesi di riorganizzare le infrastrutture di edilizia sanitaria in provincia di Teramo e concentrarle in un unico presidio”. Lo hanno avvalorato diversi esponenti politici - sia di centro-destra che di centro-sinistra - che danno per acquisita la scelta dell’ospedale unico provinciale e discutono ormai di dove ubicarlo. Campanilisticamente chi lo tira di qua, chi di là, ma va da sé che Teramo non rinuncerà mai ad averlo sul proprio territorio.
Il sindaco ha affermato che il nuovo ospedale di Giulianova e l’ospedale unico sono due cose distinte e cioè che il nuovo ospedale di Giulianova si farà comunque e prescindere dall’ospedale unico.
Noi riteniamo che non sia affatto così. Lo smentisce quanto detto il 6 novembre sul Centro dal direttore generale della ASL di Teramo Roberto Fagnano: “ L’idea a cui si sta lavorando riguarda la sostituzione dei tre ospedali esistenti a Giulianova, Atri e Teramo con un ospedale unico baricentrico”.
Quindi Giulianova in futuro non avrà più l’ospedale e non ce l’avrà nemmeno al confine, perché, alla fine la spunterà Teramo, in quanto capoluogo.
E semmai dovesse rimanere un presidio ospedaliero a Giulianova non potrebbe che essere un ospedale di base che per legge è costituito solamente dal Pronto Soccorso e dalle specialità di Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia, Radiologia, Laboratorio: sarebbe quindi un ospedale dimezzato rispetto a quello attuale, che a sua volta è già dimezzato rispetto all’importante realtà ospedaliera giuliese degli anni 70-80-90! Ma visto che è stato già deciso che l’ospedale di Sant’Omero resterà aperto, noi crediamo che anche questa ipotesi minimale sia molto remota.
LA PROPOSTA DEL CITTADINO GOVERNANTE
Davanti alla prospettiva dell’ospedale provinciale unico e a tutto quello che comporterebbe, noi riteniamo che onde evitare il peggio per la sanità giuliese e del territorio limitrofo si debbano unire tutte le forze politiche ed istituzionali, in raccordo con la forte domanda che viene dalla cittadinanza, con l’obiettivo comune di difendere e potenziare l’ospedale giuliese e la sanità sul territorio. Occorre rivendicare con forza il diritto di dire la nostra e di contare come Città di fronte a scelte strategiche riguardanti il futuro di tutta la sanità teramana.
Per essere incisivi è necessario, però, prima definire una piattaforma di richieste razionale, responsabile, realistica e convincente da presentare al governo regionale ed alla ASL, parlando un linguaggio univoco, col sostegno di tutta la popolazione. I punti su cui incardinarla, sarebbero:
· in provincia non basta un ospedale unico: già adesso (nonostante altri presidi ancora aperti) quello di Teramo non regge la domanda esistente. Nella provincia occorrono due ospedali per acuti: uno di primo livello a Giulianova, luogo strategicamente collocato in maniera baricentrica sulla costa teramana e molto ben collegato con le altre località; l’altro di secondo livello a Teramo, magari complementare a quello dell’Aquila;
· per conseguire tale risultato occorre che tutti i politici e le forze politiche sappiano parlare lo stesso linguaggio a Giulianova come ad Atri o a Sant’Omero, cioè che sappiano parlare un linguaggio scevro da campanilismi;
· la domanda dev’essere chiara: a Giulianova non si possono chiedere risorse per la ristrutturazione dell’ospedale esistente e contemporaneamente fondi per la costruzione del nuovo ospedale. O l’una o l’altra.
· Secondo noi, però, la scelta migliore è ristrutturare e mettere a norma l’esistente (su cui recentemente sono già stati fatti costosi interventi): si farebbe prima (si pensi a quanto tempo occorrerebbe per reperire tutti i fondi necessari, per la progettazione e per la realizzazione), costerebbe meno, non necessiterebbero nemmeno tutte le risorse stanziate con l’art. 20, non sarebbe necessario ricorrere al project financing, né alle alienazioni.
Proponiamo quindi di tenere una riunione in Comune con la presenza del sindaco e di tutti i capigruppo per lavorare intorno alla definizione di un’incisiva piattaforma di richieste inerenti l’ospedale e la sanità giuliesi nell’ambito di quella teramana da presentare alla cittadinanza e poi, forti delle argomentazioni, sostenere con determinazione di fronte alla Regione e alla ASL di Teramo.