A Giulianova ci sono alcune persone che hanno perso il senso del limite. Capita sovente di questi tempi e non solo a Giulianova, ma siccome esse hanno il delicato compito di amministrare beni e servizi pubblici le loro azioni e le loro parole non possono passare sotto silenzio.
Sul bilancio di previsione 2015 abbiamo detto la nostra, sia con interventi in consiglio che con un comunicato, saldamente ancorati alle cifre degli ultimi bilanci comunali; poi abbiamo dovuto commentare il comunicato del consigliere Di Teodoro che, forse trascinato dal dover difendere il sindaco suo collega di studio, ha confuso argomenti e numeri.
Ora l’ufficio di staff del sindaco fa affacciare alla ribalta - a noi pare un po’ temerariamente, per la verità – l’assessore Verdecchia e le fa dire: “Il sindaco e il capogruppo Di Teodoro hanno ragione relativamente a quanto da loro affermato. Non ha invece ragione Arboretti.”
Ohibò! E che ruolo ha la signora Verdecchia, e con quale cursus honorum lo ha acquisito per ergersi a giudice nella disputa? Noi, ad esempio, stiamo ancora aspettando la risposta che ci deve sul PRUSST ex SADAM: perché il Comune non ha ottenuto il 10 % dell’intero valore dell’intervento come prevede la legge? Si tratta di circa 7 milioni di euro in opere pubbliche.
E poi, la signora Verdecchia non è stata nominata assessore al bilancio dal sindaco Mastromauro? E non è forse vero che lo stesso sindaco può rimuoverla in qualsiasi momento se non ubbidisce ai suoi voleri? D’altra parte la ricordiamo tutti la cacciata in pieno consiglio comunale dell’assessore all’urbanistica Margherita Trifoni perché in dissenso col sindaco. Quindi quale credibilità ha l’assessore Verdecchia quando assegna la ragione ed il torto se uno dei due coinvolti è il sindaco?
Per noi il bilancio comunale non è un insieme oscuro di numeri riservati agli esperti, e magari divulgabili solo per rendere i fatti meno chiari e confondere l’opinione pubblica; esso dà l’impronta alla città e influisce sul quotidiano dei cittadini. Perciò ci siamo impegnati nel darne una lettura oggettiva e confermiamo tutto quanto finora affermato, ed in particolare:
1)La pressione fiscale comunale pro capite a Giulianova nel 2014 è stata di 660,99 euro e nel 2015 sarà – è scritto nel bilancio di previsione del 2015 approvato dalla maggioranza - di 682,10 euro: ben superiore a quella nazionale media che è di 618,4 euro.
2 ) La spesa corrente, rispetto al consuntivo del 2014 – la comparazione va fatta con i dati certi del 2014 e non con le previsioni del 2014 - cresce di 1.114.000 euro, col rischio di minare sempre più il traballante equilibrio finanziario comunale.
3 ) La documentazione è stata consegnata solo una settimana prima del consiglio: oggettivamente in forte ritardo, visto che il regolamento dice, ad esempio, che gli emendamenti al bilancio vanno consegnati 5 giorni prima del consiglio.
Per quanto ci riguarda può bastare con questa stucchevole e demagogica polemica che è stata messa in piedi da chi non vuole ammettere che i numeri, se letti correttamente, gli danno torto.
Anzi per mettere un punto definitivo, avanziamo la proposta di un’assemblea pubblica con i cittadini sul bilancio; in democrazia funziona così, non è più il tempo delle deleghe in bianco. E così vediamo chi, nel confronto, prende gli applausi e chi i fischi.
L’avvocato Mastromauro ed il suo collaboratore di studio avv. Di Teodoro (capogruppo della lista personale del sindaco, nonché suo assiduo difensore in consiglio) danno l’impressione di aspirare ad essere esponenti di un’amministrazione da fiaba.
Vogliono che dopo ogni delibera (di giunta o consiliare) tutti i cittadini siano felici e contenti e così sciorinano racconti fantasiosi che tentano di far apparire Giulianova come la città meglio amministrata al mondo.
E non lasciano nulla di intentato perché i governati diventino creduloni. Anche facendo il possibile per non far sapere a nessuno come stanno veramente le cose, come è successo in occasione del bilancio di previsione del 2015, quando non è stata consegnata per tempo la documentazione, costringendo vari gruppi di opposizione a disertare il consiglio.
E se qualcosa va storta - Il Cittadino Governante, infatti, è riuscito comunque a studiare i contenuti del bilancio e ad esprimere poi in consiglio comunale la propria posizione con fondate critiche e costruttive proposte – eludono le questioni poste e rincarano la dose di menzogne. Non gradiscono, insomma, che qualcuno metta il bastone fra le ruote della propaganda imbonitrice.
E persino quando il resto della maggioranza evita di replicare di fronte a chi ha colto in fallo l’amministrazione, e l’ufficio di staff è inutilizzabile perché ha rimediato una figuraccia con il recente comunicato sul carico fiscale comunale, essi, imperterriti, ci riprovano (con l’ultimo comunicato della Lista Mastromauro firmato Di Teodoro): sparano numeri in libertà per truccare sempre più il gioco.
Verrebbe proprio voglia di dirgli:
“Ma su dai è Ferragosto, riposatevi, anche perché si fa più bella figura ad ammettere di essere stati stanati; quindi una volta, almeno una volta, fatelo. Ricordate? Anche con la vicenda dell’area ex Migliori Longari avevate detto, ripetutamente, che tutto era a posto; poi però è arrivata la sentenza di condanna. E a vostro dire, anche palazzo Gavioli era in regola, poi invece il cantiere è stato sequestrato. E, allora, se proprio non volete riposarvi, dimostrate almeno che avete capito la lezione e cioè che le bugie non si dicono, a maggior ragione quando si hanno responsabilità istituzionali”.
In relazione alle notizie di stampa inerenti il consiglio comunale del 7 agosto sul Bilancio di previsione 2015, vorremo precisare che Il Cittadino Governante ha partecipato al dibattito consiliare ed è stato l’unico gruppo che ha ampiamente argomentato, con analisi e proposte, il voto contrario espresso.
Dopo aver esaminato attentamente la documentazione del bilancio di previsione 2015 – consegnata, tra l’altro, in forte ritardo - siamo in grado di dire con certezza che il sindaco ed il suo staff diffondono notizie false facendole recepire ai mezzi di informazione e quindi all’opinione pubblica.
Scrive in un comunicato lo staff del sindaco: “a livello nazionale si è avuto un incremento progressivo della pressione fiscale comunale, passata dai505,5 euro 2011 ai 618,4 euro pro capite 2014”. E ciò corrisponde al vero.
Poi aggiunge: “A Giulianova meno pressione fiscale e livelli dei servizi inalterati nonostante i tagli che abbiamo dovuto subire, compreso l'ultimo, risalente al gennaio di quest'anno, di 2 milioni e 600mila euro, che, in aggiunta ai 4,8 mln in meno dal 2010 al 2014, ha portato il totale dei tagli a 7 milioni e 400 euro.
Falso, tutto falso, infatti:
1)I tagli dello Stato per il Comune in 6 anni dal 2010 al 2015 sono stati di 4.065.204 euro; quelli della Regione 881.885. In totale, quindi, tra il 2010 ed il 2015 i trasferimenti finanziari al Comune sono stati ridotti di 4.947.084 euro e non di 7 milioni e 400 euro. A tal proposito, al di là delle cifre gonfiate, vorremmo dire che non ci si può strappare le vesti per una riduzione delle risorse mediamente di 824.514 all’anno, quando questa amministrazione, nonostante la raccolta differenziata sia al 67%, ci fa spendere, da tempo, 2-3 milioni di euro in più ogni anno per la gestione dei Rifiuti rispetto a quelli che dovrebbero essere i costi di una gestione oculata e responsabile.
2)La pressione fiscale comunale pro capite – calcolata, secondo l’indicazione della Corte dei Conti, sommando IMU, TASI, TARI e Addizionale IRPEF comunale - a Giulianova nel 2014 è stata di 660,99 euro e nel 2015 sarà di 682,10 euro: ben superiore a quella nazionale media che è di 618,4 euro.
E per concludere lo staff del sindaco racconta ai cittadini: “Giulianova si connota come una delle non numerose realtà in cui la TARI va giù del 10%senza però toccare i servizi pubblici”.
Anche questo è falso:
Dal consuntivo dello scorso anno si apprende che la TARI pagata dai cittadini è stata di 5.214.000 euro (+ 600.000 euro di agevolazioni a carico della fiscalità generale); dal previsionale del 2015 si legge che la TARI da pagare è di 4.999.000 euro (+ 410.000 euro di agevolazioni a carico della fiscalità generale). Quest’anno rispetto al 2014 il risparmio per la TARI da pagare è di soli 215.000 euro, cioè il 4% in meno, non il 10%. E va anche aggiunto che i cittadini nel 2012 (prima delle grandi stangate) pagavano 4.588.000 euro e, quindi, per il momento le risibili riduzioni previste sono ben lontane sia dall’importo del 2012, sia da quello più congruo, cioè 2-3 milioni di euro in meno all’anno.
Sulle Entrate e sulla Spesa ci sarebbe molto da dire, ma in questa sede vorremmo solo far notare che:
·la spesa corrente, rispetto al consuntivo del 2014, cresce di 1.114.000 euro, col rischio di minare sempre più il traballante equilibrio finanziario comunale.
·L’IMU, rispetto al consuntivo del 2014, viene aumentata di 1.307.000 euro.
Le opere pubbliche sono quasi inesistenti. È scomparsa la sistemazione del Lascito Cerulli che quindi rischiamo di perdere. Da quelle in elenco emerge, tra l’altro, che in questa città accadono fatti paradossali come questi: si tagliano numerosi alberi dalla folta chioma per realizzare un tratto di pista ciclabile – oltretutto pericolosa; si concedono come lotti edificabili due aree pubbliche destinate a verde nella E2 turistica per pagare parte della ristrutturazione di un campo di calcio (il Castrum).
Ennesimo passaggio in consiglio comunale del Contratto di Quartiere dell’Annunziata avviato dal centro-destra di Cameli nel 1998 e approvato poi nel 2000 anche dall’opposizione di centro-sinistra capeggiata da Mastromauro:sono occorsi,per il momento, ben diciassette anni!
E nel frattempo tanto altro cemento si è aggiunto nell’ambito della 167 e tanto altro se ne aggiungerà grazie all’utilizzo maldestro di una legge che serviva per riqualificare i quartieri degradati ma che qui a Giulianova ha avuto una traduzione amministrativa paradossale e sconcertante: hanno ritenuto di “riqualificare” un quartiere criticato per l’eccesso di costruzioni con altro cemento e asfalto e hanno deciso di “regalare” 1000 mq. di verde pubblico per far realizzare un parcheggio privato nel cuore del parco !
Esageriamo? Ci pare di no, basta leggere qualche stralcio del parere della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo:
È iniziato prima del solito, da parte del sindaco, il lavoro di imbonimento dei cittadini a base di depistaggi ed enfatizzazioni in vista della discussione in consiglio del bilancio di previsione 2015. Evidentemente molto preoccupato dalle critiche che, a ragione, gli potranno essere mosse, comincia, senza alcun pudore, ad autoesaltarsi e a presentare come miracoli fatti di nessuna rilevanza.
Ad esempio: viene diffusa la notizia che un asilo nido sarà chiuso a causa dei tagli e dopo qualche giorno si dice che non è vero: “abbiamo compiuto il miracolo di non chiuderlo”. Alcuni mezzi di informazione – che lo fanno sistematicamente - riportano in sequenza le dichiarazioni ed il gioco è fatto: appare che abbiamo grandi amministratori. Gli asili erano due e rimangono due, ma sembra che ne abbiano aperto uno in più! Invece la verità é che in un futuro, nemmeno troppo lontano, c’è il rischio che non ci saranno più. Va detto, infatti, che non è sostenibile raddoppiare il costo del personale - come è accaduto negli ultimi anni in una logica che bisogerebbe capire se razionale o clientelare - senza mettere a repentaglio l’esistenza stessa dei nidi.
Un altro esempio è quello della riduzione della TARI. Si annuncia ad aprile che con il nuovo gestore ci sarà un risparmio di 900.000 euro all’anno nel costo di gestione dei rifiuti. Qualche settimana si fa diffondere la notizia che la TARI non solo non aumenterà ma addirittura verrà ridotta. Intanto, verrebbe da dire che un ulteriore aumento dopo che la tassa sui rifiuti era già cresciuta enormemente negli ultimi tre anni, sarebbe stato proprio inconcepibile. Mediaticamente, però, l’espressione “la TARI non solo non aumenterà ma addirittura verrà ridotta” conferisce però più valore alla riduzione. Poi si scopre che il risparmio sul costo di gestione dei rifiuti sarà di appena 300.000 euro invece degli annunciati 900.000 annuali (675.000, nel 2015, considerando che il nuovo gestore ha iniziato ad operare ad aprile). Conseguentemente, visto che i costi del servizio devono essere interamente finanziati dalla TARI pagata dai cittadini, i risparmi saranno di pochi euro o decine di euro per utente, e nemmeno per tutti, mentre gli aumenti degli anni scorsi sono stati di svariate centinaia di euro per utente. E non basta, perché anche le detrazioni sulla tassa (una boccata di ossigeno, ma solo per alcune categorie di cittadini) saranno diminuite complessivamente di oltre 200.000 mila euro. La verità è che il servizio continua a costare troppo, e da troppo tempo, mentre la buona raccolta differenziata fatta dai cittadini dovrebbe comportare costi sensibilmente minori! Invece si fa raccontare ai mezzi di informazione che “la TARI non solo non aumenterà ma addirittura verrà ridotta”.
Alla propaganda si accompagna un’altra mossa – particolarmente grave sul piano della vita democratica - che l’amministrazione sta compiendo: non mettere a disposizione dei consiglieri la documentazione del bilancio nei tempi previsti. Il consiglio dovrebbe tenersi il 7 agosto e dei 20 giorni canonici previsti per lo studio della complessa documentazione del bilancio ne sono rimasti una decina, peraltro erosi dal tempo che pur andrebbe dedicato alla preparazione di un altro consiglio convocato per il 30 luglio. Si conferma, così, il modo di operare di un’amministrazione che sbandiera la partecipazione “a chiacchere” ma impedisce quella effettiva: chi meno conosce meno può dire e quindi è meglio far conoscere poco.
Infine, per stare ancora più tranquilli, è meglio mettere fuori gioco il consigliere più “pericoloso” per l’amministrazione: il nostro rappresentante in Consiglio comunale che, com’è noto, è medico di medicina generale e svolge il suo servizio nella sanità pubblica. Per quale giorno, allora, convocare il consiglio? Possibilmente nei giorni in cui ha il dr. Arboretti è impegnato nell’attività ambulatoriale. Infatti l’ultimo consiglio si tenuto martedì 7 luglio e il prossimo si terrà giovedì 30 luglio, cioè nei giorni che lui da sempre dedica all’attività ambulatoriale pomeridiana, come il presidente del consiglio e il sindaco sanno molto bene.
Tutto questo lavorio fatto di demagogia, scorrettezza istituzionale e scarso fair play nei confronti degli avversari politici indubbiamente crea una cortina fumogena che non permette ai cittadini di conoscere con chiarezza le decisioni del sindaco, decisioni che vengono prese nel ristretto ambito del suo cerchio magico ma poi incidono negativamente, a volte irreversibilmente, sulla nostra città. Ma i fumi – si sa - sono destinati a diradarsi, peccato che a pagare il prezzo di questa brutta avventura amministrativa saranno la città e i giuliesi.