(così titolava Il Fatto Quotidiano il 21.12.2014 in un articolo sulla legge di stabilità 2015)
Il sindaco Mastromauro sta per compiere una scelta profondamente sbagliata, lesiva per le finanze comunali e per l’economia del nostro territorio: intende alienare Julia Servizi, la società partecipata giuliese meglio giudicata dalla relazione Cottarelli che si esprime sulla revisione della spesa pubblica con lo scopo di ridurre gli sperperi.
Tale scelta sbagliata viene nascosta dietro un’interpretazione di comodo della normativa che al momento è quantomeno controversa e, comunque, oggetto di discussione in tutta Italia come testimonia il documento dell’ANCI di qualche giorno fa.
Già in occasione della “rottamazione” della Julia Reti avevamo sollevato il problema; crediamo, infatti, che sia stata persa l’occasione per far sì che il patrimonio della rete di distribuzione del metano di Giulianova potesse garantire utili al Comune ancora per un po’ di anni.
Le scelte e la gestione dei beni appartenenti a qualsiasi titolo al Comune devono essere dettate da criteri di economicità, efficacia, pubblicità, imparzialità e trasparenza, con il fine di garantire entrate all’Ente.
Per questa ragione di fondo pensiamo che sia un errore volere la vendita di Julia Servizi, che rappresenta un buon esempio di società a intero capitale pubblico complessivamente sana, che dà utili e garantisce opportunità di lavoro a numerosi cittadini ( ricordiamo il giudizio positivo espresso nella Relazione Cottarelli).
È stato aperto il cantiere della pista ciclabile sul lungomare sud. Stando al progetto si tratta dell’ennesima opera pubblica mal concepita che farà sperperare soldi pubblici (390.000 euro) e probabilmente, più che facilitare la mobilità sostenibile e abbellire la città, realizzerà brutture e creerà problemi.
Tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Se si riqualifica un quartiere criticato per l’eccesso di costruzioni anche con… altro cemento e asfalto e sostanzialmente si regalano 1000 mq per far realizzare un parcheggio privato nell’ambito di un parco a volte si possono incontrare negli enti sovracomunali punti di vista più civili che disapprovano. È quello che sta capitando col Contratto di Quartiere dell’Annunziata voluto dal centro-destra di Cameli nel 1998 e approvato poi nel 2000 anche dall’opposizione di centro-sinistra capeggiata da Mastromauro. Basta leggere il parere della Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici per l’Abruzzo per rendersene conto.
Riteniamo di aver riferito, durante la conferenza stampa del 28 febbraio 2015, un fatto molto grave sotto il profilo della correttezza procedurale nell’iter della Variante al PRG approvata nel febbraio del 2013. Le norme sulle distanze tra edifici sono state modificate senza che la Commissione Urbanistica Comunale ed i Consiglieri Comunali ne fossero chiaramente informati, infatti la variazione è avvenuta senza che l’Amministrazione Comunale e il Dirigente Urbanistico lo dicessero in maniera esplicita per informare pienamente, come prevede la legge, la Commissione Urbanistica e i Consiglieri Comunali.
Le conseguenze della suddetta variazione per l’edificazione cittadina sono tante e di rilievo. Un esempio è costituito da palazzzo Gavioli a ridosso del Kursaal.
Le norme urbanistiche del PRG precedente non avrebbero consentito la costruzione dell’impattante edificio che oggi vediamo allo stato grezzo incombere sul Kursaal. Palazzo Gavioli in base a tali norme (vigenti al momento del rilascio del Permesso di costruire) doveva tenersi rispetto agli edifici esistenti, a sud, alla distanza di 16,75 (pari cioè all’altezza del Kursaal) e, a nord, alla distanza di 17,20 (pari all’altezza del condominio Tritone). Uno dei motivi per cui il cantiere è stato sequestrato dalla magistratura, aprendo un processo penale, è costituito proprio dal fatto che il Permesso di costruire è stato rilasciato dal Comune in violazione delle norme sulle distanze.
Con le nuove norme, invece, l’Amministrazione consentirà la costruzione dell’edificio, lievemente ridotto ma pur sempre molto impattante.
Ricostruendo a posteriori la sequenza dei passaggi nell’iter della Variante possiamo dire che la modifica avvenne poco prima dell’approvazione finale nel febbraio 2013, quando era già esploso il caso del sequestro del cantiere di palazzo Gavioli per un Permesso di costruire rilasciato in violazione delle norme urbanistiche del PRG vigente in quel momento e cioè quello operativo dal 1998.
Crediamo, pertanto, sia legittimo chiedere al sindaco perché abbia voluto la modifica di quelle norme – come egli ha rivendicato nelle dichiarazioni rese alla stampa - dal momento che era in piedi un processo penale proprio per la violazione di quelle stesse norme, processo nel quale il Comune, seppur in extremis (dopo le nostre reiterate sollecitazioni), si era costituito parte civile; e, soprattutto, perché lo abbia fatto senza informare i consiglieri comunali e la commissione urbanistica. Le varianti urbanistiche si fanno proprio per far presente, con trasparenza, a chi le deve approvare gli aspetti che si vogliono modificare, motivandoli.
Inoltre di fronte alle notizie diffuse ci chiediamo:
· Alla luce della nostra documentata conferenza-stampa in cui sulla vicenda di Palazzo Gavioli sono stati spiegati tutti gli aspetti tecnici e sono stati ricostruiti tutti i passaggi ed i comportamenti sia delle amministrazioni a guida Mastromauro, sia del Cittadino Governante, come è possibile che non si comprenda da parte dell’informazione che l’amministrazione Mastromauro ha operato, in sordina, per far costruire ciò che, in base alle norme urbanistiche precedenti, non si poteva costruire e che nessuna legge nazionale impone?
· E come è possibile che non si comprenda che questa cosa è di una gravità inaudita per svariati motivi? E che una notizia così clamorosa non solo scompaia in un giorno, ma addirittura possa essere neutralizzata da falsificazioni evidenti ammannite dal sindaco nella sua offensiva e diffamatoria conferenza-stampa strombazzata ai quattro venti?
· Come si fa a dare la notizia che il sindaco si è adoperato per far abbattere il grezzo di palazzo Gavioli – peraltro smentito dai legali di quest’ultimo - quando in realtà alla chetichella si è impegnato perché, col cambio delle norme, si potesse edificare ciò che non era edificabile, né tantomeno permutabile con altra area per realizzare altrove indici inesistenti?
· Come si fa a riportare (senza commentarla, smentendola) la vergognosa e diffamatoria menzogna del sindaco secondo cui la responsabilità sarebbe del PRG del ’94 e quindi dell’allora sindaco Arboretti, quando è stato dimostrato, con l’illustrazione delle norme di quel PRG e con le immagini, che accanto al Kursaal non era edificabile alcunché di impattante?
· La dimostrazione lampante di tutto ciò non sono forse l’avvenuto sequestro del cantiere e il rinvio a giudizio di tecnici del Comune sulla base della violazione delle norme urbanistiche contenute nel PRG adottato dalla Giunta Arboretti e dalla maggioranza dell’epoca?
Non si può non commentare così:
ØÈ incredibile vedere un potente di turno mentire ripetutamente per piegare fatti scandalosi della vita pubblica a proprio vantaggio proprio nel momento in cui è in grave difficoltà e collocato dalla parte del torto.
ØÈ veramente scoraggiante che i mezzi di informazione, pur avendo tutti gli elementi per raccontare la verità dei fatti, diano spazio alle menzogne del potente di turno senza almeno contrappuntarle con quanto di vero è stato pubblicamente dimostrato e reso noto.
Auspichiamo che da questo momento si riferisca con maggiore obiettività sulla vicenda che sicuramente avrà degli sviluppi perché noi continueremo a tutelare il Kursaal e a batterci per la legalità nella vita pubblica giuliese.