Le notizie degli ultimi giorni hanno definitivamente svelato una serie di tagli operati dal Ministero dei Trasporti e da Trenitalia sulla dorsale adriatica coinvolgendo inevitabilmente anche la stazione ferroviaria di Giulianova. I negativi effetti dell’unilaterale operazione di razionalizzazione attuata dalla Società nel nuovo prospetto degli orari 2012 risulteranno:
- Una penalizzazione dei viaggiatori e dei pendolari abruzzesi.
- Una prevedibile riduzione del flusso turistico verso la nostra regione.
- Maggiori costi per i passeggeri.
- In diversi casi, necessità di cambi di convoglio;
- La totale mancanza di collegamenti notturni verso le principali città del nord (Milano, Torino, Venezia, Verona).
- Indebolimento di uno dei cardini della mobilità sostenibile.
In dettaglio i tagli riguardano: 4 corse notturne sulla linea Pescara-Bologna, 3 sulla Pescara-Milano, 2 sulla Pescara-Torino, 3 sulla Pescara-Venezia e 5 corse sulla tratta Pescara-Verona. In particolare, dal tardo pomeriggio fino alle prime ore del mattino, non partiranno più quei treni che permettevano di avere la giornata intera a disposizione nei luoghi di destinazione. Tali provvedimenti mostrano chiaramente come l’Abruzzo sia stato escluso dal piano degli investimenti futuri della Azienda Trenitalia.
Sarebbe certo stato opportuno un preventivo confronto con le istituzioni locali da parte di Trenitalia, e comunque ora bisogna far sentire la propria voce a tutela degli interessi della collettività e delle attività turistiche. Il Cittadino Governante si rivolge quindi a tutte le forze politiche provinciali e comunali affinché anche Giulianova prenda parte e posizione contro le operazioni di Trenitalia salvaguardando l’importanza strategica che la stazione ferroviaria riveste sul territorio teramano. Riteniamo che questo sia un tema di una certa rilevanza su cui auspichiamo un interessamento sia della Provincia di Teramo che del Comune di Giulianova.
Apprendiamo dalla stampa che improvvisamente il sindaco ha cambiato idea sull’abuso edilizio che sta sfregiando il Kursaal: ora dovrebbe far posto ad un parco ( un po’ mini per la verità) che dia lustro allo storico palazzo comunale. Abbiamo, allora, pensato: finalmente si ripristina la legalità sull’area. Nemmeno per sogno: pagheranno i cittadini giuliesi che dovranno concedere un’area pubblica per far edificare altrove quei volumi e, come se non bastasse, dovranno pure spendere per abbattere il grezzo sequestrato. Su questa brutta storia di gestione del territorio l’amministrazione ne ha fatte di tutti i colori: ha detto che era tutto a posto, ha negato l’evidenza dell’abuso autorizzato, ha trascurato il Kursaal, ha tentato di depistare l’opinione pubblica sulle responsabilità, ha offeso pesantemente chi svelava come stavano le cose, si è costituita in sede di TAR , ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato all’abbattimento del Tritone.
Nel consiglio comunale del 26 ottobre scorso la maggioranza ha approvato un punto che non ha avuto sui mezzi di informazione il risalto che avrebbe meritato: l’autorizzazione a far “tornare” in Via Trieste una consistente concentrazione di esercizi commerciali di cospicua grandezza(da 1500 mq, da 1000 mq e da 600 mq) in aggiunta a quelli già previsti fino a 250 mq. Si profila di nuovo - era già accaduto nel 2003 per responsabilità dell’accordo trasversale tra parte del centrodestra e parte del centrosinistra - una seria minaccia per il già sofferente tessuto commerciale esistente nel centro del Lido. Quanto promesso dal sindaco Ruffini nel 2004, allorché revocò la delibera sul grande centro commerciale previsto nell’area ex SADAM, non è stato mantenuto dal vicesindaco dell’epoca (l’attuale sindaco Mastromauro) e dalla sua maggioranza (la stessa di allora). Si ha idea di quali ripercussioni ci saranno per le attività commerciali esistenti, specialmente ora che siamo in piena crisi economica? Possibile che non si riesca a capire che la sofferenza dei piccoli negozi, ma anche dello storico centro commerciale dell’Annunziata, già ai livelli di guardia per tutto quello che è nato come grande distribuzione intorno a Giulianova, rischia di diventare una lenta agonia verso la fine? Sarebbero a rischio di chiusura, purtroppo, molti altri negozi oltre a quelli che l’hanno già dovuto fare; sarebbero persi molti posti di lavoro; molte famiglie andrebbero in grave sofferenza economica.
L’Associazione di cultura politica “Il Cittadino governante” ha inaugurato una seconda sede a Colleranesco, oltre quella di Piazza Buozzi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di ieri 10 dicembre. Alla presenza di giornalisti, simpatizzanti e cittadinanza, il consigliere comunale, presidente della Associazione, dott. Franco Arboretti, ed il prof. Andrea Palandrani, hanno illustrato il significato e le prospettive della iniziativa.
Una sede, quella di Colleranesco, che si propone come specchio del quartiere ma anche come cassa di risonanza delle scelte della amministrazione, un luogo di incontro e di confronto in un clima di apertura e di proposizione, di curiosità ed interesse, di condivisione di una idea di città che sia sempre più funzionale, vivibile e bella. Una nuova sede è di certo un valore aggiunto per la comunità che ha una ulteriore opportunità di dar voce alle proprie esigenze ed ai propri progetti.
Questa iniziativa segna una crescita della Associazione che, dopo essersi rivelata come terza forza politica giuliese dietro ai blasonati partiti nazionali del Pd e del Pdl, continua nella sua opera di divulgazione di un modo di fare politica alimentato da passione e integrità, una politica intesa come arte nobile del cittadino e non come opportunità per far carriera o per coltivare interessi personali. Distinta e altra dalla politica degli attuali centro-sinistra e centro-destra locali i quali si confondono e si trasformano l’uno nell’altro a seconda delle convenienze. Gli ideali non vanno mercanteggiati, ma richiedono serietà e onestà, trasparenza e vigore.
Nel Question Time del 23 novembre è stata discussa una dettagliata interrogazione presentata dal consigliere Arboretti, riguardante la gestione dei rifiuti e la raccolta porta a porta, attiva da quasi quattro anni nel nostro territorio. L'interrogazione richiedeva dati estremamente importanti sulla quantità e tracciabilità sia dei materiali indiferrenziati conferiti in discarica che sui materiali avviati al recupero. Ma la risposta del Vicesindaco Filipponi è stata estremamente fumosa e lacunosa, non ha praticamente fornito alcun dato significativo per valutare la gestione dei rifiuti ed i relativi costi sempre in continuo aumento. Il consigliere Arboretti ha anticipato nel corso dell'interrogazione una mozione per proporre all'assise civica una radicale inversione di tendenza tesa a raggiungere l'obbietivo dei rifiuti zero senza ricorrere ne a discariche ne ad inceneritori.