Troviamo sconcertante che continui con ostinazione da parte del sindaco la chiusura nei confronti delle esigenze espresse dai commercianti ambulanti del mercato del giovedì collocato sul lungomare centrale. Responsabilmente, però, gli ambulanti hanno proposto una possibile soluzione di compromesso che il sindaco si rifiuta di prendere in considerazione.Siccome ci sembra doveroso occuparsi dei diritti di chi lavora - in questo caso lavoratori che si alzano all'alba e che risentono molto della grave crisi economica attuale - proponiamo la seguente mozione (riprendendo la proposta avanzata dai commercianti):
Su ogni area di parcheggio del lungomare centrale si individuino nella metà est gli spazi per i venditori ambulanti già esistenti (modificando la disposizione dei banchi) e nella metà ovest i posti auto. Questa soluzione, tra l'altro, eviterebbe la pericolosa convivenza fra auto e pedoni frequentatori del mercato che, in questo momento, con le disposizioni vigenti, invece, esiste.
La Giunta Mastromauro dopo aver cacciato dal Mercato Coperto i venditori dei prodotti agricoli locali, ora caccia sette venditori dallo spazio pubblico loro riservato da anni nel mercato del giovedì. Noi diciamo che tutto ciò non è più tollerabile a Giulianova e siamo d’accordo con le proteste dei lavoratori che difendono il loro diritto al lavoro in un periodo tra l’altro di grande crisi economica. Rivolgiamo un doveroso apprezzamento per la solidarietà che i commercianti stanno mostrando verso i colleghi colpiti dagli ingiusti provvedimenti comunali e per la compattezza con cui stanno conducendo la loro giusta battaglia per difendere i propri diritti.
In un settore in cui un'oculata gestione permette di produrre utili, nel giro di circa un anno il nostro Comune, come tutti gli altri 5 comuni del CIRSU (consorzio intercomunale rifiuti solidi urbani) ha dovuto coprire perdite di 760.000 euro nel 2009 e di 250.000 euro nel 2010. Si tratta di una vera e propria gestione fallimentare, che avrebbe bisogno di una radicale svolta per prevenire il preoccupante andazzo, ma di essa non c'è traccia nelle decisioni prese dall'amministrazione comunale. Va però fatto sapere ai cittadini che tutto questo comporterà un aumento ulteriore della TARSU (tassa sui rifiuti). Una buona gestione della problematica dei rifiuti è assolutamente necessaria per tenere pulita la Città, inoltre partendo da un'efficiente raccolta differenziata si può evitare di ricorrere in maniera eccessiva all'utilizzo delle discariche, scongiurare il pericolo degli inceneritori, e ricavare addirittura proventi dalla vendita delle materie rese riutilizzabili. Proprio in questa ottica il nostro gruppo consiliare ha presentato il seguente emendamento nell'ultimo Consiglio comunale del 4 novembre: 1) azzeramento del Consiglio di amministrazione di Cirsu e Sogesa 2) creazione di un'unica società mista con socio privato al 40% scelto con procedura di evidenza pubblica, come previsto dalla legge. 3) formazione di un nuovo Consiglio di ammministrazione sulla base delle competenze documentata da titoli ed esperienze avute nel settore. 4) realizzazione e gestione della nuova discarica a Grasciano.
5) piano industriale fondato su un'efficiente raccolta differenziata e su una moderna attività di riciclo dei rifiuti per conseguire l'obbietivo di non aver bisogno, in prospettiva, nè delle discariche nè degli inceneritori e di introitare utili dalla vendita delle materie prime secondarie.
Dopo il grande successo dell’assemblea popolare al Kursaal promossa dal Cittadino Governante su ex SADAM, parco sul lungomare e sul rispetto del Kursaal il sindaco, invece di riflettere sui suoi errori, come chiede la cittadinanza, ha occupato importanti spazi in televisioni e radio locali, in assenza di contraddittorio, propinando menzogne, distorcendo i fatti, attribuendo responsabilità assolutamente infondate, omettendo notizie fondamentali e rifugiandosi in promesse vacue.La nostra associazione ha proposto allora un pubblico confronto (esaustivo in tutti i dettagli) sui temi suddetti tra il sindaco ed il nostro rappresentante in consiglio comunale. Abbiamo lasciato a lui la facoltà di scegliere dove tenerlo e a chi farlo moderare. Noi abbiamo posto una sola condizione: sviscerare tutti gli aspetti, carte alla mano e con il tempo per tutte le necessarie repliche utili a far comprendere alla cittadinanza come stanno realmente le cose.Sono passati dieci giorni e, stranamente, la caratteristica frenesia del rispondere subito ai nostri comunicati non si è, questa volta, manifestata.
Perché il sindaco non risponde alla richiesta di confronto? Vuole snobbare?
Teme di essere smentito in maniera inoppugnabile? Non sa come uscire da una situazione per lui – comprendiamo- oggettivamente difficile? Eppure avrebbe una via maestra per cavarsi d’impaccio: riconoscere che abbiamo ragione e che ritiene costruttive e concrete le nostre proposte. Ne uscirebbe facendo un figurone, anche col nostro plauso. In caso contrario capiamo la sua paura del confronto. Una paura che lo attanaglia da tempo, visto che si è sottratto al faccia a faccia in campagna elettorale, come pure alla richiesta di un confronto in occasione delle osservazioni alla variante generale.Una cosa è certa però, evitare il confronto per il momento lo sottrarrà a sicure figuracce ma non al giudizio degli elettori che, già da quanto si percepisce ora, non sarà benevolo nei suoi confronti.
Noi, comunque, forniamo lo stesso dati ed argomentazioni per favorire la conoscenza piena dei fatti. Sugli argomenti suddetti potete leggere comunicati e visionare spezzoni del dibattito consiliare cliccando sulle varie voci sottostanti: